Kinnaur dove gli oracoli sfidano il caos

Kinnaur dove gli oracoli sfidano il caos

Ritorno oggi alle mie origini, al Kinnaur dove nel 2003 (e 2005) ho svolto la ricerca di tesi riguardante i grokch, gli oracoli della singolare tradizione religiosa dell’area. Siamo in Himalaya, più precisamente al confine con il Tibet, in uno dei distretti tribali più remoti e affascinanti della complessa regione montuosa indiana. Rilancio un breve estratto dal mio lavoro, da cui ho ricavato un pezzo pubblicato di recente sull’inserto In Movimento del Manifesto. Buona lettura

Gli oracoli viventi, portavoce del dio della montagna.

Gli oracoli viventi, portavoce del dio della montagna.

Considerate come protettrici di luoghi e garanti di un ordine morale, etico e politico, il culto alle montagne è avvertito dai tibetani come la premessa necessaria perchè il territorio e gli uomini possano prosperare lontani da calamità e disgrazie. Portavoce del dio della montagna, l’attività degli “oracoli viventi” è conosciuta e praticata dall’antica tradizione tibetana, una storia millenaria che affonda le sue radici nella cultura religiosa autoctona risalente al periodo pre-buddhista, corrispondente all’antica religione bon che ancora sopravvive in alcune aree himalayane.