Produzione industriale a rischio in India per le continue incursioni dei Maoisti

Produzione industriale a rischio in India per le continue incursioni dei Maoisti

I guerriglieri Maoisti stanno compromettendo lo sviluppo economico nelle aree in cui operano. Si tratta di una strategia volta ad ostacolare l’espansione di modelli ‘capitalistici’, messa in atto a suo di attacchi mirati e scioperi. Sebbene New Delhi abbia recentemente dichiarato il Communist Party of India (Maoist) un gruppo terroristico, l’attività dei ribelli non sembra conoscere crisi, e la loro popolarità tra gli abitanti del territorio aumenta. Ecco l’analisi

India: telefoni cellulari gratis ai capivillaggio per denunciare i guerriglieri Maoisti-Naxaliti

India: telefoni cellulari gratis ai capivillaggio per denunciare i guerriglieri Maoisti-Naxaliti

Telefoni cellulari ai capivillaggio nelle aree remote del Paese. E’ la nuova strategia introdotta dalle autorità indiane, per contrastare l’azione dilagante dei gruppi di ribelli Maoisti-Naxaliti. Quello che lo stesso premier Singh ha definito “il principale probelma di politica interna”, è un fenomeno diffuso in almeno 12 Stati dell’Unione Indiana, in particolare nelle aree più povere e depresse, dove non sembra sia ancora arrivata l’attenzione del governo centrale. Sebbene New Delhi preferisca non trattare l’argomento, dimostrazione palese dell’instabilità della propria democrazia, negli ultimi 5 anni la guerra ai gruppi di estrema sinistra ha provocato 4300 vittime, mentre dal 2004 ad oggi sono morti 1300 civili.

Il reportage: cristiani in Orissa, vittime della miseria e del nazionalismo

Il reportage: cristiani in Orissa, vittime della miseria e del nazionalismo

Le violenze contro i cristiani sono iniziate in Kandhamal, distretto tribale dell’Orissa. E’ questa una delle aree più povere dell’India, abitata da tribali e intoccabili, costretti quotidianamente a lottare per del cibo o soltanto per vedere riconosciuti i diritti basilari di ogni uomo. Qui sfruttamento e soprusi sono all’ordine del giorno. In questo contesto di miseria e incertezza, si sono create situazioni di conflitto insanabili, sfociate in un pogrom non ancora concluso. Ad ottobre ero in Orissa, per cercare di conoscere i retroscena che hanno portato alla morte di decine di persone, in gran parte cristiani, e alla distruzione di interi villaggi, chiese, scuole e comunità guidate dai missionari. Ho capito che da quelle parti nessuno è innocente, tutti usano ogni mezzo per conquistare una porzione di futuro privando qualcun altro. Il Kandhamal è terra di vittime, un luogo in cui forze esterne continuano a decretare la vita e la morte di molti uomini…