Recensione, Kathmandu: “lezioni di tenebra” dalla abissale metropoli himalayana. Di Martino Nicoletti

Recensione, Kathmandu: “lezioni di tenebra” dalla abissale metropoli himalayana. Di Martino Nicoletti

Esce in questi giorni la nuova opera letteraria di Martino Nicoletti: Kathmandu, lezioni di tenebra. Un intenso sguardo sulla celebre città himalayana, interpretata con l’attenzione di un antropologo viaggiatore, esperto di Asia. Il metro che l’autore adotta nel vivere e sperimentare Kathmandu segue la simbologia della dea indù Chinnamasta, una giovane fanciulla, completamente nuda, che impugna nella propria mano destra un coltello scarificatore, mentre, con la sinistra, sostiene la propria stessa testa appena autodecapitata. In obbedienza ad un eloquente simbolismo mistico, questa immagine rappresenta il completo trascendimento delle concezioni illusorie (maya) su cui si fonda l’errata visione della realtà che ci circonda. Quelle stesse che, vita dopo vita, impediscono un confronto diretto con la nostra più autentica e profonda natura, nonché lo spontaneo splendore che da essa costantemente promana.