Sri Lanka: con la caduta delle Tigri, Colombo promette uguaglianza per i Tamil

Sri Lanka: con la caduta delle Tigri, Colombo promette uguaglianza per i Tamil

Il futuro dello Sri Lanka potrebbe essere ad una svolta. In settimana il presidente Mahinda Rajapaksa ha dichiarato definitivamente sconfitto l’esercito delle Tigri Tamil, da settimane asserrgaliate in un fazzoletto di terra nel nordest del Paese. Il leader singalese non vuole fermarsi alla “soluzione militare”, ma intende avviare un concreto processo di riconciliazione con la minoranza Tamil, a partire dall’ammissione di una rappresentanza più nutrita nelle sedi governative. Più uguaglianza dunque, obiettivo raggiungibile solo limando gli eccessi di un sistema sociale tacciato in più occasioni di apartheid verso i cittadini Tamil. Il mondo sta alla finestra, per capire se un quarto di secolo di guerra appartiene davvero al passato.

Sri Lanka: si avvicina la disfatta delle Tigri. Riprendono gli attentati suicidi, il video

Le Tigri Tamil sono allo stremo. Dopo settimane di assedio, la guerriglia indipendentista dello Sri Lanka è asserragliata in un lembo di terra nel Nordest del paese, assieme a centinaia di migliaia di civili in pericolo. La crisi umanitaria è grave, ma le sue dimensioni reali non ancora note. La vittoria di Colombo sul Ltte sembra scontata, ma la fine della guerra potrebbe non coincidere con la fine delle discriminazioni ai danni della minoranza tamil. Per questo non si esclude presto l’arrivo di un’ondata di attentati suicidi, come quello avvenuto la scorsa settimana nel villaggio di Akurassa. Proponiamo una riflessione sulla difficile situazione dello Sri Lanka, assieme all’impressionante video dell’attentato.

Sri Lanka, la guerra dimenticata. Di Paolo Salom

Sri Lanka, la guerra dimenticata. Di Paolo Salom

In Sri Lanka prosegue senza sosta l’offensiva finale dell’esercito di Colombo contro le Tigri Tamil, rimaste asserragliate in un lembo di terra di 300 chilometri quadrati. Le autorità internazionali parlano di 250 mila civili in pericolo, ma il presidente singalese Mahinda Rajapakse non tollera interferenze. Oggi presentiamo un approfondimento di Paolo Salom, del Corriere. Si tratta del primo spunto sul tema, cui ne seguiranno altri per definire i vari volti della guerra più longeva dell’asia: 25 anni e 70 mila morti.