Bhopal, a 25 anni dalla tragedia il disastro ambientale continua.

Bhopal, a 25 anni dalla tragedia il disastro ambientale continua.

Nel 1984, Bhopal, capitale dello Stato indiano del Maddhya Pradesh, fu teatro del più grave disastro chimico della storia. Migliaia di persone morirono nel sonno, uccisi da una nube di gas uscita dallo stabilimento dell’americana Union Carbide. Oggi, a 25 anni dalla tragedia, a Bhopal la contaminazione continua, passata dall’aria all’acqua e al terreno, dove si riscontrano livelli di inquinamento da metalli pesanti ben 5 milioni di volte superiori ai limiti stabiliti. Siamo stati sul posto, per ascoltare, vedere e raccontare.

Ex operai alla deriva e il destino della Seconda Generazione di Bhopal

Ex operai alla deriva e il destino della Seconda Generazione di Bhopal

A Bhopal il livello di metalli pesanti nell’acqua è 5 milioni di volte superiore ai limiti consentiti. 25 mila persone ogni giorno bevono dalle pompe contaminate e molti di loro nascono con gravi problemi di salute. E’ importante ricordare che a 25 anni dalla tragedia, continua il più grave disastro ecologico della storia, mentre gli ex dipendenti condividono il proprio fardello con i bambini, la Nuova Generazione di Bhopal.

La stampa estera premia l’India al Golden Globe Award 2009

La stampa estera premia l’India al Golden Globe Award 2009

Un film inglese sull’India, che racconta l’India come non riesce ancora a fare il cinema indiano. E’ The Millionaire, pellicola diretta da Denny Boyle cui domenica notte sono stati assegnati ben quattro Golden Globe. Il film ripercorre la drammitca esistenza di Jamal, talentuoso ragazzo di Mumbai, capace di leggere nella sua vita passata le risposte che lo porteranno dalla sporcizia dello slum al successo. Niente lustrini e canzoni in voga nei bibitoni bollywodiani, ma una trama dura, che guarda negli occhi un Paese spesso e a torto celebrato come simbolo di tolleranza e nonviolenza

Brevettare la pashmina per salvare la tradizione tessile del Kashmir.

Brevettare la pashmina per salvare la tradizione tessile del Kashmir.

La produzione tradizionale delle stole in pashmina richia di scomparire. Gli artigiani del Kashmir puntano il dito sull’esubero di articoli di provenienza industriale e sulle imitazioni a basso costo, divenuti protagonisti di un mercato mai come ora regolato dalla legge del prezzo. Una soluzione al problema sembrava arrivare da New Delhi, grazie al riconoscimento del brevetto, ma il tempo passa e molti produttori gettano la spugna.

Zadu e magia nera. La manipolazione del male tra i Kinnaura dell’Himachal Pradesh

Zadu e magia nera. La manipolazione del male tra i Kinnaura dell’Himachal Pradesh

Nello stato montuoso dell’Himachal Pradesh, nell’India del nord, si trova il distretto tribale del Kinnaur, un territorio selvaggio, per molti versi inaccessibile e ancor oggi poco studiato. La popolazione locale, i Kinnaura, vanta antichissime origini che affondano le radici nella tradizione indiana. Il culto kinnaura, fondamentalmente di tipo sciamanico, si focalizza attorno alla figura del grochk, che oltre a essere la più alta carica religiosa della comunità, è in grado di entrare in trance ed essere posseduto dalla divinità guida e protettrice del villaggio. L’idea stessa del cosmo, per i Kinnaura, sembra essere la fusione fra la realtà oggettiva della vita quotidiana e un mondo sottile, frequentato da spiriti ed entità soprannaturali che popolano il territorio. Attraverso tale rapporto fra uomo e natura, sotto la guida dei grochk, non sono infrequenti casi codificati come possessione, fenomeni oracolari, rituali di esorcismo e pratiche di tipo magico. Soprattutto in quest’ultimo ambito ci conduce l’attenta indagine di Emanuele Confortin, conoscitore della cultura kinnaura e laureato in Lingue e Letterature Orientali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Il lavoro proposto, sulla base di un lungo periodo di studio sul campo, è di tipo fenomenologico, in cui l’autore registra, con rigore antropologico, i dettagli e i particolari nello svolgimento del rituale. (Introduzione di Stefano Beggiora)

La mostra: ‘Reportrait’ fotografico sulle lavoratrici autonome dell’India.

La mostra: ‘Reportrait’ fotografico sulle lavoratrici autonome dell’India.

Si apre a Palazzo Incontro di Roma, la mostra fotografica di Laura Salvinelli sulle donne di Sewa, il più grande sindacato di lavoratrici autonome dell’India. Un ‘repotrait’ nel cuore di una comunità capace negli anni di ridisegnare la condizione femminile, in un Paese complesso, dominato dagli opposti, dove le donne sono relegate agli strati inferiori della società. Ecco la presentazione…

Il reportage: cristiani in Orissa, vittime della miseria e del nazionalismo

Il reportage: cristiani in Orissa, vittime della miseria e del nazionalismo

Le violenze contro i cristiani sono iniziate in Kandhamal, distretto tribale dell’Orissa. E’ questa una delle aree più povere dell’India, abitata da tribali e intoccabili, costretti quotidianamente a lottare per del cibo o soltanto per vedere riconosciuti i diritti basilari di ogni uomo. Qui sfruttamento e soprusi sono all’ordine del giorno. In questo contesto di miseria e incertezza, si sono create situazioni di conflitto insanabili, sfociate in un pogrom non ancora concluso. Ad ottobre ero in Orissa, per cercare di conoscere i retroscena che hanno portato alla morte di decine di persone, in gran parte cristiani, e alla distruzione di interi villaggi, chiese, scuole e comunità guidate dai missionari. Ho capito che da quelle parti nessuno è innocente, tutti usano ogni mezzo per conquistare una porzione di futuro privando qualcun altro. Il Kandhamal è terra di vittime, un luogo in cui forze esterne continuano a decretare la vita e la morte di molti uomini…

Elezioni indiane: il voto degli indiani premia il Congresso. Segnali positivi dal Pakistan

Elezioni indiane: il voto degli indiani premia il Congresso. Segnali positivi dal Pakistan

Il partito del Congresso esce vittorioso in 3 stati del nord, mentre il Bharatiya Janata Party se ne aggiudica 2 al centro. La partita per le elezioni generali di aprile resta aperta, ma i risultati di questi giorni sembrano svelare un destino segnato.
Intanto proseguono i contatti tra Delhi e Islamabad sul versante terrorismo, ma il Governo Zardari respinge nuovamente le richieste di estradizione dei presunti responsabili degli attentati di Mumbai, dichiarando di volersi muovere da solo. Catturato in un raid in Kashmir una delle menti del Lashkar-e-Toiba.

L’analisi: Mumbai e la crisi nel Subcontinente Indiano

L’analisi: Mumbai e la crisi nel Subcontinente Indiano

Quanto accaduto il 26 Novembre a Mumbai ha segnato un momento di svolta importante negli equilibri del Subcontinente Indiano. L’India subisce il colpo e finisce al tappeto, innescando una grave crisi di immagine per il Governo Singh e il partito del Congresso, costretti ora a recuperare sull’opposizione in vista delle prossime elezioni nazionali. Il Pakistan respinge le accuse di responsabilità, rendendosi pronto a collaborre, intanto gli Usa giustificano il “diritto a difendersi” di New Delhi, colpita da quello che viene visto come il nuovo 11 Settembre. Lo scenario si complica, ecco una chiave di lettura…

Allarme attentati negli aeroporti indiani! Verità o menzogna?

Allarme attentati negli aeroporti indiani! Verità o menzogna?

Si alza la tensione in India per la minaccia di nuovi attentati, stavolta con aerei. Il Governo annuncia l’aumento dei controlli nei principali aeroporti del Paese, ma alle parole non seguono i fatti. Intanto prende forma l’ipotesi che si stia giocando sulla paura della gente, allo scopo di dare nuova popolarità alla lotta al terrorismo Usa, stavolta contro il Pakistan, già da 3 mesi sotto le bombe della Nato. Ecco lo scenario come si presenta…

Ancora tensione a Mumbai, trovati 8 chilogrammi di esplosivo alla stazione centrale

Ancora tensione a Mumbai, trovati 8 chilogrammi di esplosivo alla stazione centrale

Torna la paura in India. Trovati poche ore fa 8 chilogrammi di esplosivo rdx a Vittoria Terminus, la principale stazione di Mumbai. Secondo i servizi anti-terrorismo si tratterebbe di un ‘residuo’ degli attentati di una settimana fa, forse un ordigno inesploso, anche se qualcuno sospetta possa trattarsi di un nuovo episodio. Intanto nelle principali città indiane, sono scese in piazza centinaia di migliaia di persone. L’aggiornamento…

La cronologia dei maggiori attentati in India dal 2001 ad oggi

La cronologia dei maggiori attentati in India dal 2001 ad oggi

Per capire come i fatti di Mumbai non costituiscano un episodio unico, ma rientrino in una strategia del terrore ben più radicata, pubblichiamo l’elenco dei più gravi attentati avvenuti in India dal 2001 ad oggi. Leggete e riflettete!

Indiani stanchi del terrorismo, con le elezioni alle porte

Indiani stanchi del terrorismo, con le elezioni alle porte

A seguito degli attentati di Mumbai, l’allerta si è estesa anche al resto dell’India, a partire dalle più importanti città. Monica era a Bhopal, dove giovedì i cittadini sono andati al voto. Racconta di misure di sicurezza intensificate, anche se l’ordine pubblico sembra sotto controllo, diversamente dal morale degli indiani, ormai esasperati dall’ennesimo attentato. Tensione anche a Varanasi, dove la popolazione chiede a gran voce un’azione del Governo nei confronti del Pakistan.

Terrore a Mumbai, la testimonianza di Stefano Checchin

Terrore a Mumbai, la testimonianza di Stefano Checchin

Mumbai, la capitale economica dell’India è ancora sotto assedio. Stanotte 5 ostaggi italiani sono stati liberati, ma nelle mani dei terroristi rimangono ancora molti ostaggi. Ieri abbiamo contattato telefonicamente Stefano Checchin, 26enne di Spinea (Ve), laureato in Hindi a Cà Foscari e responsabile dell’ufficio indiano del Porto di Venezia. Racconta di auto saltate in aria, vittime e tanta paura. Ecco la sua testimonianza.

Perchè Mumbai cambierà poco o nulla?

Perchè Mumbai cambierà poco o nulla?

Stasera una cara amica di Parigi scrive per salutare e chiedere notizie su Monica in ragione dei fatti di Mumbai. Rispondendo ho avuto modo di tornare a riflettere sulle bombe, sugli spari e sui morti della City indiana, dei quali temo non rimarrà traccia, se non nelle statistiche e nei numeri che saranno riproposti da giornali e tg in occasione del prossimo attentato.

Aggiornamento sugli attacchi dei Deccan Mujaheddin a Mumbai

Aggiornamento sugli attacchi dei Deccan Mujaheddin a Mumbai

Dopo una notte di paura, Mumbai è ancora sotto l’attacco del commando dei Deccan Mujaheddin. Divisi in squadre armate si sono diretti nelle aree sensibili della città, soprattutto nei pressi di Colaba dove si concentrano i turisti stranieri, iniziando a sparare sulla gente inerme. Finora sono 101 i morti, tra i quali anche un italiano, ma il numero sembra destinato ad aumentare, così come i feriti arrivati a 250. Nelle aree a rischio della città è stato imposto il coprifuoco, intanto l’esercito ha iniziato la caccia all’uomo. Resta il fatto, che quello in corso è l’ultimo episodio di una lunga serie di attentati, cui il Governo di New Delhi non sa porre un freno. La popolazione è esasperata, mentre l’India si guadagna il primato di Nazione ‘in pace’ colpita dal maggior numero di attentati! Pubblichiamo su Indika un aggiornamento, tratto dall’agenzia Adnkronos

Ancora l’India nelle mire del terrorismo islamico, e l’Occidente sta a guardare

Ancora l’India nelle mire del terrorismo islamico, e l’Occidente sta a guardare

Dal 2001 è drammaticamente aumentata la presenza del terrorismo islamico in India. Si tratta di una strategia di internazionalizzazione attuata da numerose cellule provenienti da Pakistan e Bangladesh. Centinaia le vittime di decine di attentati, e l’Occidente sembra non cogliere il problema.

Cinque bombe esplodono a New Delhi, 21 le persone uccise.

Cinque bombe esplodono a New Delhi, 21 le persone uccise.

Torna il terrorismo in India. Nel pomeriggio di oggi, 5 esplosioni in 45 minuti hanno provocato 18 vittime, soprattutto indiani che in quel momento affollavano le più importanti zone dello shopping di New Delhi. Immediata l’imposizione dello stato d’allerta su tutto il Paese, anche se risulta ormai evidente l’incapacità del Governo Singh di arginare l’emergenza terrorismo.