Never forget 1984. Uno sguardo su passato e presente dei sikh nel mondo. Di Lisa Ongarato

Never forget 1984. Uno sguardo su passato e presente dei sikh nel mondo. Di Lisa Ongarato

Il movimento per l’indipendenza dei sikh in India prese avvio negli anni ’70, originando nel tempo forti tensioni tra i separatisti in lotta per la propria nazione, il Khalistan, e il governo di New Delhi. Non furono pochi gli scontri armati tra esercito e guerriglieri sikh, questi ultimi sostenuti dalle numerose e ricche comunità sikh sparse nel mondo, nonchè dall’ISI, i servizi segreti pakistani interessati a destabilizzare l’India e creare un territorio ‘cuscinetto’ a ridosso del confine. L’apice delle violenze fu raggiunto nel giungo 1984, con l’avvio di una violenta repressione militare da parte delle truppe indiane (Operazione Blue Star), ordinata da Indira Gandhi. Innumerevoli le vittime, schiacciate all’interno del Tempio d’Oro di Amristar (il più importante edificio religioso dei sikh) dal sistematico ricorso all’artiglieria dell’esercito. Tuttavia, come più volte dimostrato dalla storia, la repressione difficilmente risolve i conflitti e spesso li aggrava, così, a 25 anni dall’attacco al tempio, le comunità sikh di tutto il mondo continuano a rivendicare il proprio diritto ad avere giustizia per quello che a loro avviso è stato un ‘massacro di innocenti’. Nel contempo, proseguono le spinte indipendentiste dei movimenti pro Khalistan, spesso protagonisti di attentati e azioni violente (soprattutto nel passato ma con episodi avvenuti di recente), possibili anche grazie al sostegno dell’ISI. Non mancano però i sostenitori moderati di un Khalistan libero da New Delhi, come quelli convenuti a Londra ad inizio giugno, per una massiccia manifestazione di piazza cui ha partecipato Lisa Ongarato, nostra ‘Amica’ e affezionata lettrice, che ha scritto un interessante resoconto per Indika.