La Turchia di Erdogan e il caos post-elettorale. L’analisi di Simona Deidda

La Turchia di Erdogan e il caos post-elettorale. L’analisi di Simona Deidda

Pubblichiamo con piacere l’analisi di Simona Deidda sulle elezioni in Turchia del 1 novembre 2015. Partendo dall’oggettività dei numeri emersi a seguito delle operazioni di spoglio, l’autrice presenta alcuni spunti di riflessione utili per interpretare quanto accaduto negli ultimi mesi in Turchia. Non possiamo pertanto ignorare l’esistenza di un legame tra il flop elettorale subito dal partito di Recep Tayyip Erdoğan a giugno, e la volontà di avviare un’offensiva nelle zone a maggioranza curde dove il Halkların Demokratik Partisi filo-curdo aveva ottenuto forti consensi, segnando un risultato senza precedenti scomodissimo per l’uomo forte di Ankara… Viene poi il problema dei presunti legami tra Daesh (termine corretto per riferire al ISIS) e governo turco, in relazione ai più sanguinosi attentati della storia del Paese, avvenuti proprio in concomitanza di manifestazioni cui hanno preso parte (soprattutto) cittadini curdi. … Ancora l’emergere di una politica maschilista che relega la figura femminile a ruoli marginali… Quindi il pesante sospetto di scorrettezze nelle operazioni di voto, riscontrate dagli osservatori internazionali presenti in Turchia il giorno delle votazioni, tra i quali anche delegazioni italiane… Non da ultimo il bavaglio imposto ai media non schierati con il governo, zittiti nel corso di retate che hanno ricordato l’autoritarismo di dittature mai troppo lontane.