da Il Velino, di Martino Nicoletti

Kathmandu, 2 aprile 2009. La vita religiosa di molte delle minoranze etniche del Nepal, ruota attorno all’attività foto-di-martino-nicolettidegli sciamani, intermediari viventi tra il mondo degli uomini e quello delle invisibili potenze sovrannaturali. Si tratta di spiriti, divinità, creature viventi dai sembianti non visibili identificati con specifici siti naturali: foreste, laghi, fiumi, rocce, montagne. Sono questi alcuni dei luoghi che, tradizionalmente, vengono considerati delle potenziali dimore di spiriti. Tra questi siti considerati residenza per eccellenza di potenti divinità si trovano, in Himalaya, gli innevati picchi montani. Recessi incontaminati e associati, per antonomasia, ad una condizione di purezza. La loro stessa prossimità con lo spazio celeste rende le stesse cime montane l’abitazione prediletta di divinità connesse con la dimensione solare e quella uranica.

Nella regione orientale del Solukhumbu, un rituale collettivo di fedeli rappresenta l’espressione concreta di questo ricco simbolismo che vede montagne e sciamani come protagonisti indiscussi. Ogni anno, infatti, a primavera inoltrata, gli sciamani della regione si danno appuntamento per un pellegrinaggio. Meta di questo pellegrinaggio collettivo è Salpa, un lago montano, consacrato al culto del dio induista Shiva e considerato dimora di dèi puri e di potenti spiriti. Il dio Shiva è qui venerato come divinità locale ma soprattutto come figura di sciamano prototipico. Stando infatti ai miti e alle leggende locali, Shiva è considerato il primo sciamano divino, il fondatore dell’attività degli sciamani nonché il detentore e il dispensatore delle conoscenze esoteriche e dei poteri magici di monopolio sciamanico. Sotto questo profilo, Shiva è una figura direttamente associata alla vocazione sciamanica stessa, esperienza durante la quale il dio si paleserebbe ai neofiti nel corso di sogni e visioni dal carattere prettamente iniziatico.

Prossima al lago di Salpa si trova inoltre la sacra montagna di Silucha (4100m). Silucha, assieme a Salpa, è considerata dalle genti del luogo la sorgente inesauribile di potenti energie invisibili, da cui dipende strettamente la vita delle comunità umane che abitano la regione, la prosperità dei villaggi e dei campi che li circondano, la salute delle persone che si trovano sotto la giurisdizione invisibile di questi luoghi sacri. La stessa diretta associazione tra il dio Shiva e la vetta montana di Silucha scaturisce naturalmente da uno degli attributi più frequenti del dio: quello di asceta solitario residente nelle remote ed elevate regioni montane. Qui, in assoluta solitudine, il dio si dedicherebbe con fervore alla pratica meditativa, coltivando gli stati più profondi del samadhi. Il pellegrinaggio, che dura vari giorni, ha il suo culmine durante una notte di luna piena. È durante questa notte che fedeli e sciamani si danno convegno: canti e danze, animano l’atmosfera per tutto l’itinerario. La musica dei tamburi sciamanici, unita a lunghe e continuate danze rituali, permettono a molti degli sciamani di cadere in una profonda condizione estatica. Una transe rituale che consente loro di dare pubblica prova dei propri poteri come chiaroveggenti e come dominatori degli elementi naturali, primo tra tutti il fuoco: maneggiare o manipolare ferri incandescenti, lambire con la propria lingua la lama arroventata di spade e pugnali è infatti la prova più tangibile del loro privilegiato status. Tutto ciò accade con il costante accompagnamento della musica, vero strumento capace di indurre una condiziona estatica e di attingere a piene mani alla fonte stessa dei poteri sciamanici.

Se per i fedeli che intraprendono la via di Salpa, il pellegrinaggio è occasione per purificarsi e fare o sciogliere voti, per gli sciamani è inoltre occasione per venerare vis a vis le divinità che animano il proprio pantheon rituale e, non di rado, per ingaggiare duelli magici così da confermare od accrescere il proprio prestigio. Duelli il cui scopo consiste nel mostrare il favore divino di cui si gode e la spavalda capacità di piegare demoni e spiriti al proprio volere. Duelli fatti di dardi invisibili lanciati contro i propri avversari e di incantesimi segreti sussurrati in maniera da trasformarsi in affilate spade. Duelli di sciamani ingaggiati per mostrare a tutti di trovarsi ad un passo dagli dèi. Dèi che, qui sulla montagna, sono più numerosi che in qualsiasi altro luogo. Dèi potenti e dèi alleati, capaci di aiutare certuni a piegare le ginocchia di un avversario prescelto a caso.

One Response to "Sciamani duellanti tra le sacre montagne dell’Himalaya"

  1. Talyana Tobert  25 novembre 2009

    Hallo collegas. It is journalists from russian newspaper “Life” is
    writing to you. We are lat Kathmandu now and wanna get Silucha and Salpa place.
    Please if it is possible explain where is exactly this place situated in
    Suluhkumbu becouse we need to get it for a report. How to find
    Silucha-Salpa? We didn’t find any good maps of thist region and that’s why need your help.
    With the best regards, waiting for fast replay to e-mail:
    tobert@rambler.ru or vavulka@gmail.com

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