20 Giugno 2011. Cari lettori, capita raramente la possibilità di accomodarsi su una sedia e partire per un viaggio attorno al mondo, accompagnati da un migliaio di persone con le quali condividere un’esperienza senza eguali. No, non sto parlando di un improbabile viaggio in astronave, ma di quanto ho sperimentato venerdì scorso a Monastier (TV), durante il concerto della Trilok Gurtu Band. Francamente fino all’altra sera Trilok Gurtu era per me un nome quasi sconosciuto, un artista di cui avevo sentito dire … ma non ancora suonare. Beh, peggio per me, ho perso delle grandi occasioni per lasciarmi andare al ritmo suadente di un uomo, indiano (Bombay 1951), considerato tra i più importanti ed eclettici percussionisti moderni, che gli organizzatori della rassegna Contatti Sonori 2011 hanno voluto come primo grande interprete sul palco dell’Abbazia di Monastier (concerto poi trasferito in altra sede causa meteo). L’evento ha richiamato moltissimi spettatori, alcuni interessati al suono incalzante della tabla, retaggio delle origini indiane di Trilok Gurtu, altri curiosi di sperimentare le sue reinterpretazioni in chiave jazz delle sonorità classiche dell’India, proponendo poi brani a dir poco psichedelici caratterizzati dal magnifico violino di Carlo Cantini, che al sottoscritto ha ricordato l’immortale Jimmy Page dei Led Zeppelin, in Dazed and Confused (provare per credere). La band, oltre a Gurtu (percussioni) e Cantini (violino, tastiere, melodica), era composta da Andy Suzuky (tastiere, sax, flauto) e Johan Berby (basso), che assieme hanno giudato gli spettatori in un giro del mondo di 100 minuti, con soste tra le vie di New Orleans, nella desolata savana africana, poi nel fitto delle umide giungle indiane romanzate da Kipling, per finire in luoghi lontani, sospesi nel tempo tra le memorie (per quanto mi riguarda) di Shine on You Crazy Diamond. A completamento della serata, l’incontro con il simpatico Paolo Lorenzon, affezionato lettore di Indika nonché viaggiatore incallito, che assieme all’amico Stefano Dussin  promuove interessanti serate culturali.

Su Trilok Gurtu. La sua carriera inizia negli anni ’70 con un fuoriclasse del free jazz come il trombettista Don Cherry, poi lo troviamo al fianco di Ralph Towner con gli Oregon, del sassofonista Jan Garbarek ed infine entra stabilmente nella Mahavishnu Orchestra di John McLaughlin. Negli anni ’90 diventa ormai un imprescindibile riferimento per gli amanti della world music, ma strizza continuamente l’occhio anche al jazz ed al pop grazie anche alle collaborazioni con artisti come Joe Zawinul, Bill Laswell, Pharoah Sanders, Pat Metheny, Gilberto Gil ed il nostro Ivano Fossati.

Galleria immagini dalla serata di Monastier di Treviso.

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