REPORTAGE

Mosul, voci da una città moribonda. Da Area.

Mosul, voci da una città moribonda. Da Area.

Centro di grande importanza strategica, situato in prossimità del confine turco, della Siria e dell’Iran, fu conquistato tre anni fa dall’Isis che vi ha fondato senza colpo ferire la propria roccaforte in Iraq, ereditando enormi arsenali usati poi per sostenere l’avanzata siriana. È proprio l’antica capitale assira il luogo scelto da Abu Bakr al-Baghdadi per decretare la nascita del suo “Stato islamico”, il 29 giugno 2014. L’annuncio fu dato nella moschea al-Nuri, nell’emisfero occidentale della città, tagliata in due dal corso del Tigri.

Tra i Kalash del Pakistan , sulle tracce di Alessandro Magno. Da Alpinismi

Tra i Kalash del Pakistan , sulle tracce di Alessandro Magno. Da Alpinismi

Il viaggio dura un’eternità. Lo ricorderò fino alla vecchiaia come un delirio di check-point, interrogatori, gelo e scomodità assoluta. Nella lista va inserita anche la commovente ospitalità delle persone. Mi accorgo di essere abbastanza male in arnese ogni qualvolta veniamo fermati per i controlli dell’esercito. Un soldato apre la porta laterale, infila la testa nell’abitacolo e uno ad uno ci passa in rassegna con una torcia puntata negli occhi, un po’ per routine un po’ per cercare qualche anomalia, o uno straniero.

In Karakorum, sulle tracce dei talebani e di Alessandro Magno. Da Alpinismi

In Karakorum, sulle tracce dei talebani e di Alessandro Magno. Da Alpinismi

Sfioriamo il confine afgano di un centinaio di metri, fino a raggiungere il tunnel di Lowari, considerato un obbiettivo sensibile dei talebani, per questo circondato da diverse postazioni militari. Il pulmino stracarico avanza a fatica sulla strada sterrata e quando tentiamo di guadare un torrente, le ruote finiscono tra i sassi. Bisogna scendere, alleggerire il mezzo e spingerlo fuori, oltre il guado. La temperatura non è di 5 gradi ma due ragazzi in sandali entrano comunque nell’acqua…

Hussein Ibrahim: storia rap di un migrante siriano

Hussein Ibrahim: storia rap di un migrante siriano

Fugge da Aleppo a 16 anni e raggiunge il fratello a Istanbul. Qui lavora come lava macchine, poi nel campo tessile, coltivando il talento per l’improvvisazione rap. Le sue canzone vengono incise in un sobborgo della metropoli turca e arrivano a Eko Camp, in Grecia, dove due attivisti italiani lanciano Haia Ahra, ‘la Vita è una Puttana’, il brano con cui Hussein Ibrahim racconta le difficoltà di un rifugiato siriano, dando voce a milioni di suoi connazionali.

Migranti in Grecia: nei campi governativi fallisce l’accoglienza europea. Da EAST

Migranti in Grecia: nei campi governativi fallisce l’accoglienza europea. Da EAST

Reportage dalla Grecia settentrionale, dove decine di migliaia di migranti sono stati dislocati nei campi governativi preclusi ai giornalisti. Abbiamo cercato di capire il motivo, avvicinando il campo di Nea Kavala, sulla via per il confine macedone. L’area recintata è sorvegliata da polizia ed esercito, tuttavia le voci passano, al pari delle persone, attraverso i fori sulla rete arrugginita. Cibo scarso, servizi inutilizzabili, mezzo litro di acqua potabile al giorno, assenza di energia elettrica, mancanza di acqua per lavarsi.. sono alcuni dei problemi riscontrati. L’ennesimo benvenuto dell’Europa.

“Eko camp non c’è più”. Atene sgombera l’ultimo campo migranti indipendente

“Eko camp non c’è più”. Atene sgombera l’ultimo campo migranti indipendente

Dopo lo sgombero della tendopoli di Idomeni il 24 maggio, era iniziato il conto alla rovescia per azioni simili anche nelle altre tendopoli ‘indipendenti’. La polizia greca è entrata in azione lunedì 13 maggio alle 7 mattino a Eko camp, una tendopoli complessa e difficile da vivere, ma ‘sostenibile’ per gli oltre 1000 ospiti in gran parte curdi siriani, aiutati da volontari e attivisti internazionali. Le operazioni di sgombero sono avvenute con ordine, senza particolari episodi di violenza salvo le sassaiole da parte dei militanti di Alba Dorata che hanno accolto in questo modo i nuovi arrivati nel campo governativo di Vasilika, posto a sudest di Salonicco. Nelle stesse ore sono stati liberati anche i campi di Hara e BP a Evzoni, centro del traffico di esseri umani diretto in Macedonia e Serbia.

Al cospetto dello Shivling, sulla via della liberazione. Da Il Manifesto in Movimento

Al cospetto dello Shivling, sulla via della liberazione. Da Il Manifesto in Movimento

Questo è il tempo in cui si scrive e si vive di attualità, di quei fatti e di quelle situazioni che non appena saranno allontanati dal tempo diventeranno storia, di tutti. Ci sono però situazioni, esperienze che per quanto intense e profonde sono legate al vissuto di ciascuno di noi, quindi spesso non vengono raccontate, restando mute nei ricordi di ciascuno. Tapovan e la valle del Gange rientra tra queste storie. Era il 2001 quando andai in India per la seconda volta, con Monica e Lia. Eravamo giovani studenti universitari, intenzionati a fare pratica di hindi, la lingua di indirizzo scelta a Lingue e Civiltà Orientali, e per farlo abbiamo scelto Mussoorie, una piacevole e tranquilla cittadina posta a 2000 metri di quota alle pendici dell’Himalaya indiano. Un anno prima avevamo tentato il primo viaggio in India, per rientrare in Italia dopo una trentina di giorni (in anticipo rispetto ai 3 mesi preventivati) dal Rajastan, a causa della malaria

Trittico sui migranti: Idomeni, deal UE-Turchia, Trafficanti. Da Area

Trittico sui migranti: Idomeni, deal UE-Turchia, Trafficanti. Da Area

Pubblichiamo oggi lo speciale sui migranti scritto per Area e uscito nei giorni scorsi. Tre servizi diversi per fare il punto su quanto accaduto tra marzo e aprile in Grecia, all’inizio dell’ormai defunta Via dei Balcani, passando per gli attentati di Bruxelles e l’accordo tra UE e Turchia sulla gestione del traffico di esseri umani. Infine Izmir, la capitale dei trafficanti, in Turchia..

Il deal EU-Turchia sui migranti spegne le speranze a Idomeni. Di Mattia Alunni Cardinali

Il deal EU-Turchia sui migranti spegne le speranze a Idomeni. Di Mattia Alunni Cardinali

Proponiamo oggi l’interessante reportage scritto per Indika da Mattia Alunni Cardinali, giovane foto e reporter appena rientrato da Idomeni. Una testimonianza diretta che aggiunge accresce la consapevolezza sulla condizione di vita cui sono costretti i migliaia del Purgatorio d’Europa.

Speciale migranti. Smirne, la roccaforte dei trafficanti. Dove il business “non si può fermare”. Da Il Manifesto

Speciale migranti. Smirne, la roccaforte dei trafficanti. Dove il business “non si può fermare”. Da Il Manifesto

Parliamo dell’incontro con Abu Muhammad, nome falso usato da uno dei principali trafficanti di esseri umani di Smirne, in Turchia. L’intervista è durata 20 minuti, all’interno di un’auto parcheggiata a bordo strada, ma tanto è bastato ad avere conferma in merito ai nuovi sviluppi di un business valutato trai 3 e i 6 miliardi di dollari, pertanto duro a morire, malgrado gli accordi UE-Turchia.

Speciale migranti. Smirne, qui si da un prezzo alla vita dei migranti. Da Il Manifesto

Speciale migranti. Smirne, qui si da un prezzo alla vita dei migranti. Da Il Manifesto

Sono migliaia, decine di migliaia i rifugiati, soprattutto siriani, che vivono a Smirne (Izmir), importante città turca bagnata dalle acque del Mare Egeo. Questo è l’epicentro del lucrosissimo traffico di esseri umani diretti in Europa affidando vite e speranze alla tenuta di minuscoli gommoni da quattro soldi, caricati all’inverosimile e lanciati verso le isole greche. Le trattative avvengono alla luce del sole, o dei lampioni che la notte tingono i vicoli di Basmane di un giallo pallido..

Speciale migranti. Samos, l’isola diventata prigione per rifugiati. Da Il Manifesto

Speciale migranti. Samos, l’isola diventata prigione per rifugiati. Da Il Manifesto

Grecia, isola di Samos. “Siamo esseri umani ma ci trattano come animali. Questa è una prigione, aiutateci!”. È il messaggio lanciato da un gruppo di pachistani, afgani e migranti del Bangladesh reclusi da sabato nel Blamari camp dell’isola di Samos, ad un miglio marino dalla costa turca. Quello che fino alla scorsa settimana era un centro di accoglienza cui si poteva accedere liberamente, è stato trasformato in hotspot a seguito dell’accordo tra UE e Turchia. Reportage di E. Confortin

Speciale migranti. Atene svuota le sue isole. Da il Manifesto

Speciale migranti. Atene svuota le sue isole. Da il Manifesto

Kavala. Il porto greco di Kavala sorge lungo la costa settentrionale, 160 chilometri a est di Salonicco. Qui, nella notte tra domenica e lunedì, è giunto uno dei primi traghetti destinati ad evacuare le isole egee. È anche uno degli ultimi trasferimenti di rifugiati verso l’Europa, così come stabilito dagli accordi tra UE e Ankara, in base ai quali ora gli atolli greci diventano qualcosa di simile a centri logistici dove accogliere e respingere in Turchia i rifugiati in arrivo con i gommoni.

Speciale migranti. Nel campo di Idomeni è «tortura» sui rifugiati. Da Il Manifesto

Speciale migranti. Nel campo di Idomeni è «tortura» sui rifugiati. Da Il Manifesto

Reportage dal campo di Idomeni. Di Emanuele Confortin. Tratto da Il Manifesto, 19 marzo 2016. Qui, al confine tra Grecia e Macedonia, le cose non possono che peggiorare, malgrado un peggio a quanto si vede nella tendopoli sia difficile da immaginare. Non è solo una questione di alloggi degradati, di condizioni sanitarie insufficienti, o di carenza di cibo e acqua. Per riuscire a sopportare un luogo simile bisogna saper convivere con il dolore, la frustrazione e scendere a compromessi con la propria dignità.

Speciale migranti. La tendopoli nel fango cresce. Come la rabbia. Da Il Manifesto

Speciale migranti. La tendopoli nel fango cresce. Come la rabbia. Da Il Manifesto

Idomeni. Reportage tratto da Il Manifesto, 17 marzo 2016. Di Emanuele Confortin. Un altro giorno di ordinaria follia a Idomeni. Ieri mattina il campo rifugiati al confine tra Grecia e Macedonia si è svegliato inzuppato dalla pioggia caduta la notte. «La più fredda degli ultimi giorni» assicurano due ventenni di Aleppo, inginocchiati stracci in mano per asciugare l’interno della tenda in cui vivono da 15 giorni. Piove da una settimana e l’intera tendopoli è una distesa fangosa, mescolata di giorno in giorno dal passaggio dei 14 mila che restano a ridosso del confine macedone, aggrappati al filo spinato assieme alla speranza di proseguire oltre. Vogliono passare dall’altra parte. Lo ritengono un diritto sacrosanto dopo quanto vissuto nei paesi di origine.

Si riparte. Continua il reportage di indika sui migranti lungo la via dei Balcani

Si riparte. Continua il reportage di indika sui migranti lungo la via dei Balcani

Indika torna sulla via dei Balcani. Questa volta in direzione opposta: da Skopje alla Turchia. Prima tappa Idomeni, lo sperduto villaggio greco al confine con la Macedonia, dove languiscono arenati migliaia di rifugiati in attesa di conoscere il loro destino. L’Europa, immobile nella sua incapacità, non li vuole. I loro Paesi di origine, sconvolti da guerre e violenze, non possono rappresentare al momento una possibilità di ritorno. Meglio morire in fuga verso la libertà, che soffocare nell’impossibilità di una salvezza…

Testimone degli attacchi chimici. Medico di Aleppo racconta il suo calvario nelle prigioni di Assad

Testimone degli attacchi chimici. Medico di Aleppo racconta il suo calvario nelle prigioni di Assad

Stilò la perizia sulle vittime dell’attacco chimico di Khan al-Assal. Medico siriano condannato al carcere per non aver ritrattato. In un’intervista ottenuta a lungo la via dei Balcani, l’uomo racconta il suo calvario nel ventre del sistema carcerario siriano, dove il buio delle celle sotterranee è rotto da urla, sevizie e uccisioni.