Karachi, 20 Maggio 2013. Nuovo grave omicidio politico in Pakistan. Un sicario non ancora identificato ha freddato sabato a colpi d’arma da fuoco Zahra Shahid Hussain, la vice presidente del Pakistan Tehreek-e-Insaf (PTI, il Movimento per la Giustizia) partito guidato dall’ex stella del cricket Imran Khan, giunto secondo alle elezioni generali dell’11 maggio. L’omicidio ha una chiara valenza simbolica e se vogliamo dissuasiva, in quanto è avvenuto alla vigilia della ripetizione del voto in 43 seggi a Karachi, capitale economica del Pakistan, chiusi il giorno delle elezioni per presunti brogli. A puntare il dito sulle pesanti irregolarità delle elezioni pachistane sono stati soprattutto Imran Khan e i suoi, arrivati ad ottenere la ripetizione delle votazioni in diversi seggi, minando di fatto la trasparenza della vittoria di Nawaz Sharif, il leader della PML-N che ha ottenuto una maggioranza netta sebbene non schiacciante. L’assassinio di sabato allunga la scia di sangue che negli ultimi cinque mesi ha provocato 2700 morti in 1200 episodi di violenza.

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