Islamabad, 4 Febbraio 2013. Ehsnaullah Ehsan, portavoce del Tehrik-i-Taliban Pakistan (TTP, i Taliban pachistani), ha dichiarato in una video intervista l’intenzione di voler dare avvio ad un dialogo di pace con il governo al fine di porre fine al conflitto in corso nelle aree tribali. La notizia riportata ieri dal quotidiano Dawn, fa riferimento ad un video in cui Ehsan è apparso assieme ad Adnan Rashid, il principale indiziato dell’attentato alla vita di Parvez Musharraf. Come condizione per l’avvio dei negoziati il TTP chiede che tre dei più importanti uomini politici pachistani fungano da garanti. Si tratta di Nawaz Sharif leader del Pakistan Muslim League-Nawaz (PML-N), Maulana Fazal-ur-Rehman del Jamiat Ulema-i-Islam-Fazi (JUI-F), e Ameer Syed Munawar Hasan del Jamaat-i-Islami (JI). Qualora questa richiesta fosse esaudita, Ehsan assicura che avrebbe avvio un dialogo per il bene del paese, replicando così ad alcune accuse di scarsa volontà ricevute dal governo in carica: “abbiamo risposto in modo positivo al dialogo di pace del governo, ma sembra non sia serio. Comunque, a parte la poca serietà del governo, riteniamo ci possa essere una chance per la ripresa dei colloqui”. La richiesta di avere dei garanti d’eccezoine deriva dal timore che il dialogo possa essere sabotato dall’esercito, come accaduto nel passato a parere del TTP. Come primo atto di fiducia da parte del governo, Ehsan ha chiesto la liberazione di Haji Muslim Khan, Qari Mehmood e altri cinque membri del gruppo di negoziatori dei Taliban dello Swat, arrestati dalle forze di sicurezza in occasione di un precedente incontro per dare avvio alle trattative di pace. I prigionieri una volta liberati tornerebbero a sedersi al tavolo della trattativa, assicura il TTP, integrando un nuovo team appena costituito per dare seguito all’abbassamento del livello di intensità degli scontri a ridosso della Linea Durand.

Le dichiarazioni di Eshnaullah Ehsan sono state diffuse all’indomani del pesante attacco messo a segno dai combattenti del TTP in un campo delle forze di sicurezza, come rappresaglia per l’uccisione di due guerriglieri in un attacco dei droni americani. L’incursione dei Taliban pakistani provenienti da una zona di confine del Nord Waziristan è avvenuta sabato, nell’area di Sarai Naurang, distretto di Lakki Marwat situato 160 km a sud di Peshawar, in direzione di Bannu. Secondo le fonti governative, l’attacco è stato messo a segno alle 3,30 del mattino da un gruppo di militanti armati distribuiti attorno al presidio militare. Malgrado Ehsan sostenga sia stato inviato un commando di appena 4 uomini, il computo ufficiale delle vittime (fonte dell’esercito) cita 13 soldati e 12 guerriglieri uccisi, sollevando alcuni dubbi sulla realtà dei fatti. Lo scontro è durato per più di un’ora, e sembra che gli aggressori fossero in possesso di armi automatiche e lanciarazzi, inoltre un attentatore suicida ha fatto irruzione nell’abitazione di un funzionario pubblico dell’area facendosi esplodere, uccidendo 4 bambini, 3 donne e 4 uomini. Due delle vittime del TTP indossavano delle giacche esplosive, a dimostrazione di come questo tipo di offensive avvengano a senso unico, con lo scopo di mietere quante più vittime possibile tra le forze di sicurezza, concludendosi quasi sempre con la morte degli stessi aggressori. Da notare come i ripetuti attacchi perpetrarti dai droni statunitensi in territorio pachistano, diano origine a rappresaglie nei confronti dell’esercito e dei civili innocenti. Il TTP infatti accusa il governo di collaborazionismo con Washington, e i bombardieri telecomandati sono la prova evidente della mancanza di intervento da parte di Islamabad, parere ormai diffuso anche nell’opinione pubblica e fonte di aspre critiche per il governo.

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