Islamabad, 27 Maggio 2010. Pervez Musharraf potrebbe ritornare sulla scena politica pakistana prima delle elezioni di mezzo termine. L’ex dittatore e niente affatto rimpianto capo del governo di Islamabad, giunto al potere con un colpo di stato nel 1999 ai danni di Nawaz Sharif, sembra abbia dichiarato le proprie intenzioni in una intervista alla CNN, subito rilanciata dai media asiatici, in particolare pakistani e indiani. “Si vedrà in seguito se concorrerò come presidente o primo ministro” ha affermato da Londra, dove risiede attualmente, astenendosi dal comunicare ulteriori dettagli sulle tempistiche dell’ormai probaible ritorno, adducendo comprensibili ragioni di sicurezza. A conferma delle notizie pubblicate dal colosso dell’informazione statunitense, si aggiungono le informazioni diffuse da AFP, attribuite a fonti ufficiali del governo pakistano, secondo la quale Musharraf avrebbe presentato richiesta per la registrazione di un nuovo partito da lui guidato.

L’eventualità di un ritorno dell’ex dittatore sull’arena pakistana, potrebbe giocare a favore delle strategie militari degli Stati Uniti nell’area,  impegnati nel sostegno all’esercito di Islamabad contro la presenza dei Taliban a ridosso della Durrand Line, tra Pakistan e Afghanistan. Del resto non è un segreto il fatto che, prima della sua sconfitta politica, Musharraf sia stato il partner più efficace (oltre che poco trasparente ed inaffidabile) di Bush e del Pentagono in Asia Meridionale. In quanto personificazione del potere militare e di quello esecutivo, condizione non poco apprezzata a Washington, il suo governo ricevette svariati miliardi di dollari tra il 2001 e il 2008, indispensabili agli Usa per ‘comperare’ l’appoggio delle truppe pakistane.

A smentire il possibile ritorno di Musharraf per le elezioni di mezzo termine è la BBC, secondo la quale l’ex dittatore tornerà in campo non prima del 2013.

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