Karachi, 18 Agosto 2011. Altri 23 omicidi nella notte scuotono la capitale economica del Pakistan. Lo riporta questa mattina il quotidiano Dawn, che parla di almeno 33 le vittime nelle ultime 24 ore, a seguito dell’ondata di violenze tra bande rivali in corso da settimane a Karachi. Il capo della polizia Saud Mirza ha dichiarato come “la maggior parte degli omicidi derivano da scontri tra gang criminali operanti a Lyari e dintorni … Non è il tipo di lotte che avevamo visto il mese scorso (scontri tra gruppi etnici e politici ndr), ma è una lotta tra bande”. Difficile stabilire se Mirza stia delineando lo scenario reale oppure cerchi di smorzare i toni delle polemiche, dovute in buona parte all’inefficienza delle forze di polizia nel contrastare l’escalation di uccisioni e, non da ultimo, le pesanti accuse di corruzioni dirette ai vari distretti della metropoli, considerati tutti legati a doppio filo con le organizzazioni criminali in lotta. Stando a quanto letto e sentito di questi tempi, a mio parere una distinzione netta tra ‘gang in lotta’ ed ‘etnie rivali’ non può esistere a Karachi, in quanto ciascuna banda è puntualmente composta o legata ad un’etnia specifica, e protetta da autorità politiche più o meno influenti che si stanno contendendo il controllo del potere nella più ricca città del Pakistan. La violenza degli scontri e l’imprevedibilità degli scenari in cui hanno lugo, tanto di giorno quanto di notte, continuano a coinvolgere inevitabilmente cittadini innocenti, rendendo ancora più pesante il computo delle vittime. Il carattere degli scontri in corso a Karachi, porta tutti i segni delle faide tra gruppi rivali e raramente si manifestan in scontri in ‘campo aperto’, se non per brevi periodi. Il risultato sono innumerevoli aggressioni tipo ‘mordi e fuggi’, con esecuzioni lungo le strade compiute da killer esperti che si muovono su automobili o motocilette, sepsso assieme a complici. Ecco che nelle ultime ore sono stati rinvenuti 16 corpi senza vita in varie parti della metropoli, mentre una vittima è stata rilevata a Baldia Town. Altri 4 morti nell’area di Shershah, tre dei quali provenienti da Baldia Town, Kakri Ground e la Garden Area. Ancora 2 corpi ritrovati a Maripur, mentre a Baldia Town è stata rinvenuta la salma di Liaquat Azhar, rapito ieri da sconosciuti, ucciso con un colpo di pistola dopo essere stato torturato.

Dopo un periodo di relativa calma, gli scontri erano ripresi una settimana fa, a seguito dell’assassinio di un legislatore del Pakistan People’s Party (una delle fazioni politiche coinvolte nella guerra di Karachi), freddato nell’area di Lyari.

Secondo la Human Rights Commission of Pakistan, nei primi sei mesi del 2011, a Karachi sono state uccise almeno 490 persone in scontri di natura etnica, religiosa e politica.

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