Rivelazione del The Nation: l’esercito
Usa appalta operazioni di assassinio
mirato di leader taleban e di Al Qaeda

tratto da La Stampa, esteri

WASHINGTON

La Blackwater Worldwide è una compagnia militare privata
La Blackwater Worldwide è una compagnia militare privata

Il “The Nation”  avrebbe rivelato che diverse fonti affermano che l’esercito americano avrebbe appaltato all’esterno le operazioni di assassinio mirato di leader talebani e di al Qaeda, insieme ad operazioni di raccolta di intelligence tese ad aiutare una campagna segreta di bombardamenti Usa, parallela a quella ufficiale e ben documentata condotta dai predator della Cia. Il giornale simbolo della sinistra americana cita una «fonte altolocata nell’apparato dell’intelligence militare», che spiega come «agenti di una divisione d’elite della Blackwater siano al centro di un programma segreto in cui pianificano assassinii mirati, azioni mordi e fuggi contro obiettivi importanti ed altre azioni segrete all’interno ed all’esterno del Pakistan». Le attività, indipendenti da quelle della Cia il cui direttore Leon Panetta nel giugno scorso ha peraltro annunciato di aver cancellato il controverso programma per gli assassinii mirati, verrebbero coordinate nella base dell’Us Joint Special Operation Command (il comando congiunto delle operazioni speciali delle forze statunitensi) a Karachi, «tre prefabbricati, con generatori, telefoni satellitari e sistema informatici». Il programma sarebbe partito almeno nel 2007, quando a capo del Jsoc vi era il generale Stanley McChrystal, che lo ha guidato dal 2003 al 2008, prima di essere nominato comandante in capo in Afghanistan. E vi sarebbero impegnati soprattutto ex agenti delle forze speciali che lavorano per la Total Intelligence Solution (Tis), un’affiliata della Blackwater guidata da Cofer Black, ex Cia e poi capo antiterrorismo del dipartimento di Stato della prima amministrazione Bush, e Robert Richer, un altro ex pezzo grosso della Central agency.

La presenza della Blackwater in Pakistan sarebbe veramente «invisibile», regolata non dai contratti normali che la Difesa o il Pentagono stipulano con questo tipo di compagnie, ma con «un contratto classificato stipulato, senza alcuna gara, direttamente con il Jsoc». E l’accesso alle informazioni relative alla sua esistenza sarebbe così «compartimentalizzato» che, aggiungono le fonti di The Nation, «figure di spicco dell’amministrazione Obama e della catena di comando delle forze statunitensi potrebbero non essere al corrente della sua esistenza». Dalla Casa Bianca, comunque, non è arrivata nessuna risposta alle richieste di commento di The Nation, mentre un portavoce dell’ammiraglio Mike Mullen, capo degli Stati Maggiori Riuniti, non ha confermato nè smentito: «Non discutiamo le operazioni in corso, a prescindere dalla loro natura».

Fonti della Difesa affermano che «non esistono contratti di quel tipo, non ci sono stati e non ci sono contratti tra Jsoc e quella organizzazione per quel tipo di servizi». Il portavoce della Xe e Us Training Center – nuovi nomi scelti da Erik Prince, l’ex ufficiale dei Seal molto vicino alla destra cristiana che alla fine degli anni Novanta usò l’eredità paterna per fondare Blackwater – afferma che «non si hanno operazioni di nessun tipo in Pakistan».

Ma un ex funzionario della compagnia di contractor riconosce che la Blackwater in Pakistan lavora per la Cia, per il Jsoc ed anche per il governo pachistano, attraverso un subappalto con un compagnia di sicurezza pachistana che fornisce agenti americani a sostegno delle operazioni anti-terrorismo condotte nella provincia della frontiera nord occidentale. Un escamotage che permette ad Islamabad di utilizzare ex agenti delle forze speciali Usa continuando a negare la presenza di forze militari statunitensi. La stampa pachistana da tempo denuncia la crescente presenza della Blackwater, tanto che, durante il suo viaggio in ottobre, Hillary Clinton ha fatto di tutto per non rispondere alle domande riguardo alla voci di azioni della Blackwater in Pakistan.

Con il ministro degli Interni pachistano, Rehman Malik, che, il 12 novembre scorso, si è impegnato a dimettersi se saranno fornite prove di questa attività. Il programma rivelato dal settimanale metterebbe infatti la Blackwater al centro di operazioni militari statunitensi all’interno di un paese contro il quale non è stata dichiarata guerra. Nel 2006 in effetti Washington ed Islamabad hanno raggiunto un accordo che autorizza il Jsoc ad entrare nel Pakistan per dare la caccia ad Osama bin Laden, con l’intesa, però, che il governo pachistano avrebbe smentito di aver dato il permesso.

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