Karachi, 9 Luglio 2011. Dopo 5 giorni di violenze e scontri etnici, sembra che la situazione a Karachi e dintorni possa finalmente tornare alla normalità. E’ quanto pubblica oggi l’autorevole quotidiano pakistano Dawn, secondo il quale la polizia e i corpi paramilitari inviati dal governo, sarebbero riusciti a riprendere il controllo della situazione. Non si è trattato di un lavoro semplice, e tantomeno privo di conseguenze, come dimostrano i 102 morti registrati da martedì ad oggi, 13 solo la notte scorsa, quando i focolai delle violenze sono rimasti vivi soprattutto a Qasba Colony e dintorni. Secondo la testimonianza di un agente delle forze di sicurezza pakistane nella’area si sono uditi colpi di granate e mortaio, a dimostrazione di come gli scontri avessero assunto i toni di una vera e propria guerriglia. Oltre alle vittime, fino ad oggi sono stati ricoverate centinaia di persone, coinvolte direttamente o indirettamente negli scontri. Alcuni civili e famiglie di Qasba Colony sono stati evaquati ieri dai paramilitari, che li hanno trasportati in zone più sicure. Nel commentare i fatti, il Ministro dell’Interno Rehman Malik ha dichiarato oggi che le azioni definite “terroristiche” dei giorni scorsi sono state orchestrate direttamente dalle prigioni di Karachi, dove sono rinchiusi molti degli agitatori e leader dei gruppi etnici coinvolti negli scontri.

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