Naypyidaw, 5 Febbraio 2013. La Cina ha ospitato ieri un nuovo incontro tra il governo del Myanmar e una rappresentanza dei ribelli Kachin, nell’ottica di avviare un dialogo di pace e ridurre l’intensità degli scontri in corso nelle giungle birmane. L’ultimo colloquio era avvenuto ad ottobre, e malgrado l’esito deludente, seguito da una nuova intensificazione degli scontri, i ribelli Kachin hanno comunque inviato un loro rappresentante, il Generale Gun Maw. La meta proposta per gli incontri è Ruili, città cinese situata lungo il confine con il Myanmar. “La Cina spera di continuare a svolgere un ruolo costruttivo nel dialogo di pace tra le due parti”, ha commentato il ministro degli Esteri cinese Hua Chunying (fonte NYT).

Le truppe Kachin sono attive nel Nord Myanmar e rappresentano il più esteso gruppo etnico ancora in guerra con gli uomini del presidente Thein Sein, per i quali la firma del trattato di pace è ancora in discussione. Nei confronti del governo Sein la firma di un accordo con i Kachin è di vitale importanza, in quanto produrrebbe un importante ritorno di immagine sia entro i confini nazionali che in ambito internazionale, confermando l’impronta democratica assunta negli ultimi mesi. L’obbiettivo del presidente sembra alla portata grazie ai risultati ottenuti sul campo di battaglia, con la conquista di alcune postazioni strategiche Kachin nei pressi della loro roccaforte a Laiza, considerati un momento di svolta nel conflitto. Altro punto a favore del dialogo deriva dalle pressioni provenienti da Cina e Stati Uniti, entrambi interessati alla risoluzione del conflitto e alla sigla di un trattato di pace.

Lontano dal clima costruttivo di Ruili, la realtà dei fatti riporta scontri a fuoco ininterrotti tra esercito e ribelli nelle giungle del Myanmar settentrionale, proseguiti in forma più lieve anche nel fine settimana, sebbene senza l’impiego dell’artiglieria pesante.

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