New Delhi, 25 giugno 2009. Spetta all’India il primato del paese con il maggior numero di organizzazioni terroristiche operanti all’interno dei confini nazionali. Lo riportava ieri il Times of India, citando i dati resi pubblici dal Ministro mumbai-terrordegli Interni, per il quale l’aggiunta del Communist Party of India (Maoist) alla lista nera prevista dal Unlawful Activities (Prevention) Act, porterebbe a 34 il numero dei gruppi terroristici in India, 7 dei quali stranieri, per un totale di 27 organizzazioni ‘nazionali’. Tra i più noti figurano come detto il CPI (Maoist), poi l’ e il SIMI, cui si aggiungono lo Hynniewtrep National Liberation Council del Meghalaya, il Kanglei Yaol Kanba Lup del Manipur e  l’Akhil Bharat Nepali Ekta Samaj. Tra i sette gruppi stranieri ad operare in India vanno segnalati Al Qaeda e il LTTE, poi Lashkar-e-Taiba (LeT), Harkatul Mujahideen, Al Badr, Jamat-ul-Mujahid e Hizbul Mujahideen (HM), tutti di provenienza pakistana e in lotta per la liberazione del Kashmir.

Secondo il direttore generale del Border Security Force (BSF, la polizia di frontiera), la presenza di un numero così alto di gruppi terroristici in patria sarebbe una conseguenza del “fallimento del governo” che avrebbe mancato nel prevenire l’aggravarsi delle crisi interne nel momento in cui insorgevano.

Diverso il parere di B. Raman, esperto di questioni di intelligence, secondo il quale l’India “è una nazione vasta, con molte diversità e innumerevoli contese interne”. Questa complessità, porterebbe secondo lui alla crescita di gruppi estremisti.

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.