Dal 17 al 20 aprile, la calligrafia e la pittura ad inchiostro giungono nella città lagunare con una serie di eventi simultanei. Si tratta di performances di pittura, mostre itineranti in varie sedi veneziane universitarie (e non), oltre a un convegno internazionale che vedrà confrontarsi i massimi esperti sul tema della calligrafia e della rappresentazione del “Regno di Mezzo” del nostro tempo. Se la pittura cinese può rappresentare un argomento poco conosciuto ai più non mancherà certamente di regalare alcune sorprese per il pubblico, mantenendo allo stesso tempo alto il livello culturale e scientifico degli argomenti trattati, delle opere esposte e delle performances. Tutto questo si svolgerà nel cuore di Venezia, in pieno centro storico.

La Ink Art Week è curata da Elena Macrì, esperta italiana di calligrafia cinese formatasi all’Università di Napoli “L’Orientale” e fondatrice della piattaforma Ink Hub. Per la creazione di questa settimana di lavori la studiosa ha operato in concerto con la ricercatrice e artista italo-cinese Lia Wei della School of Oriental and African Studies di Londra (SOAS) che fa da supervisor scientifico all’evento. Dopo essersi conosciute nella città medievale cinese di Hangzhou, splendida corte descritta e visitata lungamente da Marco Polo nel Medioevo, le due colleghe hanno studiato entrambe calligrafia. In quella cornice unica hanno avuto modo di imparare da maestri e letterati cinesi i linguaggi figurativi e la tecnica ad inchiostro del ‘Celeste Impero’. A seguito di quell’esperienza formativa premeva la necessità di far conoscere tali pratiche così raffinate e quella straordinaria cultura del segno anche in Europa.

Attraverso percorsi personali diversi hanno in seguito deciso di svolgere l’evento a Venezia, contesto appropriato che può vantare unici e secolari rapporti con l’Asia orientale. Come ben sappiamo la città e la civiltà lagunari hanno stabilito profondi legami storici con la Cina attraverso la Via della Seta di “Messer Milione” (e la meno ricordata Via delle Spezie), ma non mancano i contatti anche oggi con l’età della globalizzazione se si ricorda il faraonico progetto del governo cinese di costruzione della “Nuova Via della Seta”, la One Belt and One Road Initiative, che sta creando un’ampia attenzione mediatica e che coinvolgerà anche l’Italia. Si sottolinea però allo stesso tempo che la Ink Art Week non ha nulla a che fare nello specifico con tematiche politiche ,ma la cornice veneziana, con i suoi trascorsi più o meno lontani, non poteva che essere lo scenario ideale per questa performance culturale e artistica.

Da secoli la pittura ad inchiostro viene considerata una delle più alte forme di espressione visiva dell’Asia orientale. E’ un tipo di rappresentazione che coinvolge esperienza pratica e teorica facendole evolvere in una tradizione specifica che non ha paralleli con il resto del mondo. La calligrafia e la pittura non sono infatti solamente pratiche della rappresentazione ma espressione visiva dell’identità culturale della Cina. Nonostante sia entrata solo di recente nel sistema dell’arte contemporanea, la pittura ad inchiostro ha avuto un notevole revival all’interno di fiere d’arte specializzate, gallerie, aste e simposi volti a far comprendere al pubblico come l’immaginario tradizionale cambi passo a passo con il mondo contemporaneo.

In questo senso la Ink Art Week si pone, attraverso Venezia, grazie all’importante partecipazione dell’Università Ca’Foscari, del suo Centro Confucio e dell’Accademia di Belle Arti, come evento di ‘mediazione culturale’ tra il mondo dell’Asia orientale e quello europeo. Un evento patrocinato non solo da istituzioni veneziane ma, va sottolineato, anche da centri di ricerca cinesi quali lo Sichuan Fine Arts Institute, la Taishan University e il Literati Lab di Hangzhou oltre che da un think-thank internazionale che tratta questi temi: l’Ink Hub. Importante sarà la presenza di artisti di calibro internazionale. Tra gli artisti presenti in questo concomitarsi di eventi s’annoverano infatti nomi come Zhang Qiang, classe 1962, calligrafo di fama internazionale che ha esposto il suo lavoro in varie sedi prestigiose quali il British Museum, nonché i musei e gallerie di Seoul, Melbourne, Parigi e Hong Kong. Zhang Qiang è professore all’Università dello Sichuan dove è direttore del Modern Visual Art Research Centre for Chinese Calligraphy and Ink Painting e artista a tutto tondo che ha collaborato artisticamente assieme alla già citata Lia Wei, la più giovane artista e studiosa di questa kermesse calligrafica.

Lia Wei & Zhang Qiang, Open Scroll in Guilin, 2010.

Tra i nomi si segnala inoltre il lavoro di Pu Lieping, critico d’arte, curatore e fondatore dell’Hanzi Yishu society e promotore della “Chinese Character Art” a livello globale nei suoi presupposti educativi, teoretici e pratici. La sua arte vede le sperimentazioni tra il moderno e la tradizione, spaziando attraverso la ceramica, i tessuti, l’architettura e il design.

Degno di menzione è inoltre il lavoro di Wang Xiaoming, professore associato alla China Academy of Art e ricercatore presso lo Sichuan Fine Arts Institute con all’attivo mostre personali e retrospettive e una forte propensione all’impegno politico.

Wang Xiaoming, Harmony and Chaos, 2010.

Yu Li, classe 1967, è stato invece il fondatore della Bejing International Art District. Il suo lavoro è incentrato sulle tradizioni dei giardini e delle pietre Taihu. Il suo stile è permeato di una profonda tristezza generata dalla perdita delle tradizioni artistiche del Sud della Cina. Guardando da vicino le sue pietre dipinte con l’inchiostro si percepisce l’effetto di una fotografia aerea. Sembrano contorni di montagne, una sorta di immagine scattata dal satellite che ci offre l’idea di una “mappa astrologica”, concetto estetico che ha contribuito ad espandere il nostro modo di percepire e di comprendere la pittura cinese contemporanea.

Yu Li, Breaking Ink n. 33, 2017

Wang Yong (classe 1980) vive invece e lavora a Pechino dopo essersi laureato nel 1997 al Department of Fine Arts della Pencheng University. Con diverse mostre recenti all’attivo il suo lavoro si concentra sulla trasformazione del paradigma tradizionale della calligrafia dei letterati cinesi. Nella sua serie Hidden Ink Calligraphy utilizza uno sfondo nebbioso e grigio attraverso il quale produce un effetto appannato che genera una certa difficoltà (voluta) nel leggere gli ideogrammi e mette l’osservatore nella posizione di non sapere ben discernere se si tratti di pittura oppure di calligrafia.

Wang Yong, Hidden Ink Calligraphy n.1 – The Silence broken by the songs of birds, 2017.

Huang Liang ha avuto modo di approfondire il suo ruolo di artista e di curatore. Da direttore del Literati Lab si è distinto in moltissime mostre a livello internazionale, soprattutto in Australia dove è stato premiato dell'”International Excellent Artist Prize” e ha ottenuto il prestigioso “Art Exploration Prize” nella mostra internazionale di arte contemporanea di Hainan. Ha inoltre curato la mostra di Zhang Qiang e Lia Wei nel 2014 che combinava installazioni ad inchiostro e architettura contemporanea nella metropoli di Chongqing.

 Huang Liang, Tiger Creek Strokes Ensemble n. 1, 2016.

 

Dopo questa anteprima sui contenuti dell’evento si ricorda che la settimana si svolgerà a ritmo serrato, con eventi in concomitanza tra di loro in tutta la città. Si segnalano qui di seguito alcune tappe dell’evento con la pubblicazione del flyer in italiano fornito dagli organizzatori.

Stay tuned per gli ulteriori sviluppi.

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