Abu Hena MD. Rahmajul Muneem

Milano, 25 Febbraio 2013. La travagliata storia del Bangladesh ha inizio il 26 marzo 1971, giorno dell’indipendenza dal Pakistan, giorno seguito da una lunga e sanguinosa guerra che portò, grazie al supporto dell’India, alla completa liberazione del territorio. Oggi come allora il Bangladesh è un paese molto povero, ogni anno colpito da tempeste violente che originano ondate progressive di profughi per i quali l’unica soluzione è il trasferimento nei sobborghi della capitale Dacca, o uno sconfinamento nella vicina India. L’economia di quello che un tempo fu il Pakistan Orientale si basa prevalentemente sull’industria manifatturiera, con il tessile in cima alla lista. Ciononostante, il Bangladesh si sta rivelando una meta stimolante anche per i viaggiatori, in particolare quelli avventurosi, il cui numero cresce di anno in anno. Persuaso dalla prospettiva di trasformarsi in una meta turistica alternativa, il governo centrale ha deciso di investire nella valorizzazione del patrimonio interno, ricco di storia, architettura e soprattutto natura. Questa voglia di rilancio del Bangladesh è parsa evidente durante il BIT, la Borsa Internazionale del Turismo che si è svolta dal 14 al 17 febbraio a Milano Fiera di Rho. E’ qui che noi di Indika abbiamo incontrato Abu Hena Muhammad Rahmatul Muneem, Additional Secretary Ministry of Civil Aviation & Tourism. Mr. Muneem è il funzionario più importante del nutrito gruppo di rappresentanti del governo del Bangladesh, giunto in Italia per svelare l’anima turistica del proprio Paese.

“Il turismo in Bangladesh vede un crescente interessamento da parte del pubblico internazionale”, spiega Mr. Muneem, “e nel 2012 ha superato il milione di visite, più precisamente 1.165.000 viaggiatori stranieri”. Tra le mete più apprezzate va segnalata la Cox’s Bazar Beach, la principale spiaggia del Bangladesh lunga 80 km, apprezzata in particolare dai turisti interni, ma divenuta una meta immancabile anche per gli stranieri. Viene poi la Sundarbans, l’immensa foresta di mangrovie che ricopre gran parte del delta dei fiumi Gange e Brahmaputra, creando un abitat variegato e ricchissimo dove proliferano la tigre del Bengala, poi varie specie di rettili, coccodrilli, cetacei, uccelli e cervidi. “Il Bangladesh spesso viene associato ad una terra problematica, addirittura inquinata, in realtà la mutevolezza delle maree ha creato un ambiente davvero vario, con un ecosistema unico”, commenta Mr. Muneem. Tornando ai numeri del turismo, scopriamo che il Bangladesh è una meta molto amata dai giapponesi, interessati agli importanti siti buddisti presenti nel Paese, come il monastero di Paharpur, molto interessante anche come sito archeologico, e la cittadella di Mainamati, per secoli importante area templare e università buddista.
“Il nostro Paese si sta rilanciando nel mercato del turismo, ed entro 3 anni prevediamo di ospitare 1,5 milioni di viaggiatori stranieri, per raddoppiare i numeri del 2012 entro il 2017, superando i 2 milioni”. Per quanto arduo, il progetto di raddoppiare il flusso di turisti internazionali sembra convincere il governo centrale, che ha dato il via a diversi investimenti. Sono state create infrastrutture prima carenti o del tutto assenti, in particolare strade che permettono di raggiungere le zone più remote del Paese, servite da linee di bus pubblici e privati, poi aeroporti che collegano Dacca alle altre città principali. Il compito di svolgere i lavori è stato affidato alla Bangladesh Projection Corporation, società a gestione para-statale specializzata nelle infrastrutture  e servizi. “Sono stati costruiti anche nuovi hotel, a 3, 4 e 5 stelle in molte parti del Paese” aggiunge il referente del ministero del Turismo, assicurando che il Bangladesh è un paese stimolante, ricco di mete diverse da quelle del turismo di massa, e soprattutto abitato da una popolazione gioviale, molto aperta e rispettosa nei confronti degli stranieri. .. Senza dubbio il Bangladesh è una meta insolita, forse difficile, ma gli ingredienti ci sono tutti per riservare piacevoli sorprese e regalare un’esperienza intensa.  Non basta che preparare lo zaino e partire!