New Delhi XX 2013. L’India del premier Manmohan Singh punta 230 miliardi di rupie (3,15 miliardi di euro) per la diffusione dei veicoli elettrici nelle città congestionate, e per la creazione di nuove aree produttive dedicate alla mobilità sostenibile. L’intenzione dichiarata da Singh, sostenuto dall’appartato industriale indiano, è quella di spartire equamente i fondi tra il sostegno dei produttori e la creazione di un sistema incentivante per l’acquisto di mezzi a zero emissioni da parte della popolazione. Il progetto denominato National Electric Mobility Mission Plan (NEMMP) dovrebbe contribuire all’obbiettivo chiave di garantire all’India una maggiore sicurezza energetica e dare nuovi impulsi alla crescita industriale del Paese, abbattere le emissioni di CO2 nell’aria, e non da ultimo promuovere tra milioni di cittadini qualcosa che assomigli ad una coscienza ecologica, oggi giorno quasi del tutto assente. Un pò più nel dettaglio, Singh ha sottolineato la possibilità di poter così ridurre del 1,5% le emissioni di diossina, abbattere i consumi di carburante di almeno 2,5 milioni di tonnellate, infine l’agenda verde del premier punta ad immettere nelle strade da 6 a 7 milioni di veicoli elettrici entro il 2020.

Mark Kenber, CEO di The Climate Group ha dichiarato che “la missione lungamente attesa è una pietra miliare nella rivoluzione dell’industria automotive indiana”, aggiungendo però che il supporto pubblico non deve essere circoscritto alla fioritura di settori industriali dedicati, ma va esteso anche alla sensibilizzazione del pubblico e alla creazione di infrastrutture dedicate. Non è questa la prima apertura ‘green’ del Governo Singh, il quale già nel 2010 aveva stanziato un fondo incentivante per favorire e sostenere l’acquisto di veicoli a emissioni ridotte da parte della popolazione. Avvenute alcune adesioni e dopo aver elargito le prime rate a sostegno dei nuovi acquirenti, tutto si era arenato fino all’abbandono dell’iniziativa nel 2011. Inevitabile lo scetticismo da parte di cittadini e classe imprenditoriale, per i quali l’annuncio del premier indiano potrebbe rappresentare un tentativo di iniziare con nuovo slancio la campagna elettorale per le elezioni generali indiane del 2014.

In India l’industria di veicoli elettrici è ancora allo stato germinale se non addirittura inesistente. Salvo la REVA, auto elettrica marchiata Mahindra, non esistono esperienze particolarmente significative da nord a sud del Subcontinente. Anche in questo caso, l’India è pesantemente arretrata rispetto alla Cina, dove da anni ormai nelle grandi metropoli è stata proibita la circolazione ai veicoli endotermici (a benzina) a due ruote, in particolare agli scooter. All’indomani dell’intrudizione dei divieti voluti da Pechino e fatti rispettare dai singoli governi locali, in Cina è fiorita l’industria della mobilità elettrica, divenuta oggi la più efficiente al mondo, in grado di immettere nel mercato oltre 25 milioni di mezzi elettrici a due ruote ogni anno, e diverse centinaia di migliaia di automobili e mezzi commerciali a batteria. Difficile stabilire se l’India abbia lo stesso potenziale. Senza l’emanazione di leggi che vietino o almeno limitino la mobilità urbana per i veicoli endotermici, il mercato indiano non sarà mai in grado di sostenere il boom industriale auspicato. Ad oggi l’esperienza Mahindra parla di appena 2.500 Reva immatricolate ed effettivamente messe su strada, su oltre un miliardo di abitanti. Ulteriori tentativi di immettere nel mercato indiano mezzi elettrici hanno riguardato il comparto delle due ruote, e hanno visto cimentarsi marchi noti come Yo Bykes, Hero Electric, Ampere and Lohia Auto. Per tutti le vendite sono state insignificanti a causa della riluttanza della popolazione nei confronti dei motori elettrici, preferendo l’aumento dei prezzi della benzina al rischio di non poter fare ‘il pieno’ di energia ai propri mezzi ecologici a causa dei frequenti blackout che continuano ad affliggere il Paese.

Malgrado ciò i principali player del settore continuano a crederci: Mahindra a introdotto il nuovo modello NXR che sarà prodotto nella fabbrica dedicata di Bangalore con l’obbiettivo di innalzare la produzione a 30.000 unità entro un triennio. Il presidente della Indian Society of Manufacturers of Electric Vehicles (Associazione dei produttori indiani di veicoli elettrici) e CEO di Hero Electric, ha affermato che lui e altri rappresentanti del comparto stanno incontrando il Governo per strutturare in modo sensato il piano di incentivazione della mobilità elettrica, a dimostrazione di come siano in molti a vedere delle chance reali per questo mercato.