13 Maggio 2008. Sono 85 i morti accertati in seguito agli attentati che martedì sera hanno sconvolto il centro di Jaipur, capitale del Rajastan in India. A partire dalle 19,20 (le 16 in Italia) sono esplosi a distanza di un quarto d’ora 8 ordigni, piazzati in luoghi strategici affollati di gente, situati all’interno della cinta muraria che racchiude la parte più antica della città. La prima devastante esplosione è avvenuta nel mezzo del caotico Johari Bazar, seguita dalle altre nei pressi del Tempio di Hanuman, dove molti fedeli partecipavano alla puja serale (rito quotidiano). Colpito anche il Palazzo dei Venti Hawa Mahal, poi Badi Chaupad una delle vie più frequentate del forte, l’area di Chandpole e il Tripolia Bazar, meta scelta anche dai turisti stranieri. Sebbene nella tarda serata di ieri il conteggio avesse superato le 60 vittime, tutte di nazionalità indiana, nella notte hanno perso la vita altre venti persone colpite dalle deflagrazioni (150 i feriti). Immediato l’avvio di un’indagine da parte delle autorità locali e del Governo di New Delhi, che hanno esaminato i resti degli ordigni, incorporati all’interno di rikshaw, automobili e biciclette. Stando alle prime analisi chimiche compiute, sarebbero state rinvenute tracce di nitrato di ammonio, composto chimico usato per produrre l’ammonal e l’anfo, esplosivi tanto economici quanto efficaci. Per aumentare l’effetto dirompente delle bombe, gli attentatori hanno imbottito gli involucri con biglie e frammenti metallici, i quali al momento dell’esplosione sono partiti come proiettili in tutte le direzioni.
Sebbene per il momento non siano ancora giunte rivendicazioni, gli inquirenti stanno sondando due possibili strade: una porta al gruppo terroristico pakistano Lashkar-e-Toiba (LeT), finanziato dai servizi segreti di Islamabad, che dagli anni ’90 ha firmato numerosi attentati per la ‘liberazione’ del Kashmir; dita puntate anche sullo Harkut-ul-Jehadi Islami (HuJI), cellula terroristica del Bangladesh. Stando alle dichiarazioni di ieri del premier indiano Manmohan Singh, il quale ha invitato la popolazione alla calma, la pista più accreditata sembra proprio quella pakistana. Conferma giunta dal segretario degli esteri indiano Shiv Shankar Menon, il quale in serata ha sottolineato l’esigenza di discutere di terrorismo nel corso dell’imminente vertice indo-pakistano, previsto il 20 maggio ad Islamabad. “Per noi l’assenza di violenze e la cessazione del terrorismo d’oltre confine è una priorità – ha affermato Menon –, una condizione necessaria per portare a termine diverse trattative in corso con il Pakistan”.
Stando alle stime disponibili in rete, dal 2001 ad oggi, negli attentati che hanno coinvolto l’india sono rimaste uccise 620 persone, tra le quali anche turisti stranieri. Comunque poco, se paragonato ai dati disponibili nel sito del Satp (South Asia Terrorism Portal), dove sono riportati gli aggiornamenti giunti dalle numerose aree di crisi interne, distribuite da nord a sud, che negli ultimi due anni e mezzo hanno provocato ben 1946 vittime in azioni di guerriglia (quindi non attentati). Fatto che sottolinea come la seconda potenza del Pianeta poggi la propria crescita su fondamenta fragili ed instabili, che costringono il Governo a continue campagne militari per sedare le rivolte nelle giungle, e a stanare i ribelli tra le montagne a nordest, vicino al confine con Birmania, Bangladesh e Nepal. Tuttavia, mentre le aree di crisi summenzionate costituiscono problematiche di politica interna, negli anni l’India non è mai riuscita a mobilitare l’opinione pubblica e i governi internazionali sul grave problema del terrorismo pakistano. In parte per la mancanza di peso nello scacchiere globale patita fino a qualche tempo fa, in parte per la crescente necessità da parte dell’Occidente di stabilire legami di cooperazione con il Pakistan, divenuto soprattutto dopo l’11 settembre una base di appoggio indispensabile nelle operazioni in Afghanistan.

One Response to "Torna l’incubo attentati in India. 85 morti e 150 feriti a Jaipur"

  1. Richi  17 maggio 2008

    Dopo aver passato settimane a studiarmi il viaggio e parallelamente i siti di news e avvisi con un minimo di preoccupazione per la situazione indiana, è scioccante trovarsi ora qui a casa comodamente seduto davanti al computer a leggere ciò che è accaduto lì dove 2-3 settimane fa mi trovavo come tranquillo turista.
    Perchè proprio adesso ad inizio maggio ??
    E’ possibile, ancora più scioccante, che i terroristi studino la stagione migliore per colpire i loro bersagli evitando di toccare i turisti ?

    Ciao, a presto!

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