CHENNAI: Se il Liberation Tigers of Tamil Elam (Ltte, le “Tigri Tamil”) vogliono un intervento dell’India a favore del cessate il futo, dovranno deporre le armi e accettare un dialogo pacifico. E’ quanto emerge dalle recenti dichiarazioni del ministro dell’Interno Chidambaram, nel corso di una conferenza stampa a New Delhi. Sarebbe questo l’unico modo per i sostenitori dell’indipendenza Tamil nel Nordest dello Sri Lanka, per vedere interrotti gli estenuanti che bombardamenti delle truppe di Colombo, in corso ormai da settimane e costati la vita a migliaia di persone, tra le quali motli civili. “La nostra politica è chiara – ha affermato, riferendo al partito del Congresso -, il Ltte è un gruppo armato e deve dichiarare l’intenzione di deporre le armi per passare al dialogo. In contemporanea, il governo dello Sri Lanka deve sospendere la sua offensiva militare”. Se queste condizioni dovessero sussistere, New Delhi garantisce piena disponibilità ad intervenire in modo concreto agendo come intermediario per una soluzione pacifica, scongiurando così ulteriori vittime tra i 4 milioni di Tamil che vivono in Sri Lanka.

L’intervento di Chidambaram giunge in un momento cruciale in vista delle elezioni generali di aprile-maggio. A costringere New Delhi a prendere una posizione, è stato l’aumento delle pressioni in tal senso nello stato meridionale del Tamil Nadu (da dove provengono gli immigrati in lotta nello Sri Lanka e dove è diffuso il sostegno verso il Ltte), con partiti pro Ltte, autorità e cittadini scesi in strada a chiedere l’immediato cessate il fuco, accusando il governo centrale di aver fallito nel tentativo di garantire la sicurezza dei civili Tamil in Sri Lanka.

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