Bastar (India), 20 Febbraio 2016. Poche ore fa, la maestra degli adivasi e attivista politica indiana Soni Sori è stata vittima di un attacco con l’acido. Il fatto è accaduto Soni Soriquesta sera alle 22,30 (ora locale) a Kodenar, in Bastar, distretto del Chhattisgarh, area tribale dell’India Centrale, posta nel cuore del Corridoio Rosso, teatro dell’insurrezione Maoista in corso sin dal post-indipendenza (15 agosto 1947). La leader locale del Aam Aadmi Party stava rientrando a casa da Jagdalpur in moto con il marito Linga Kodopi, quando è stata intercettata da alcuni sconosciuti anche loro alla guida di una motocicletta. Gli assalitori hanno fermato i coniugi e con il pretesto di chiedere delle informazioni hanno spruzzato l’acido al volto della donna. Secondo l’agenzia ANI che per prima ha dato la notizia, la donna è stata ricoverata nell’ospedale Geedam nei pressi di Jagdalpur, dove al momento è sottoposta alle cure dei medici. La prognosi rimane riservata. Al momento la polizia di Geedam ha aperto un’inchiesta contro persone non identificate.

Nota per il suo impegno in favore degli adivasi, termine hindi che tecnicamente identifica gli abitanti originari del Subcontinente Indiano, gli aborigeni (concetto corrotto in ‘tribali’ dai coloni inglesi), Soni Sori subiva da tempo minacce da parte di critici e oppositori politici. Nel corso della sua difficile esperienza di donna, attivista e politica, la vittima dell’attacco ha trascorso un lungo periodo di detenzione dopo l’arresto nell’ottobre 2011 per presunti legami con i guerriglieri Maoisti, considerati un’organizzazione terroristica dal governo di New Delhi. Durante la prigionia sembra sia stata picchiata, torturata e molestata sessualmente, fino al rilascio avvenuto nell’aprile 2013 quando 6 degli 8 capi di imputazione a suo carico sono venuti a cadere. Il passo dal carcere all’arena politica è stato breve, fino ad arrivare alle elezioni generali del 2014, quando la Sori ha concorso come referente del AAP in Bastar, arrivando però alle spalle del rivale Dinesh Kashyap del Bharatiya Janata Party (BJP, la destra nazionalista hindu), lo stesso partito di Narendra Modi, l’attuale premier indiano.