New Delhi, 26 Gennaio 2011. Resta alta la tensione nel Kashmir indiano, anche a gennaio, a ridosso delle celebrazioni per la festa della Repubblica. Mentre oggi in tutte le città indiane sventolano le bandiere in ricordo dei 61 anni di vita della Costituzione, a Srinagar, capitale del Kashmir indiano conteso sin dal 1947 tra India e Pakistan, l’aria di festa è offuscata dal timore di nuove violenze. Da un lato i separatisti kashmiri in lotta per l’indipendenza del loro territorio, che fino alla vigilia hanno minacciato di sabotare la cerimonia organizzata in città, dal ministro Omar Abdullah. Dall’altro gli attivisti del Bharatiya Janata Party (la destra radicale hindu), i quali nei giorni scorsi avevano intrapreso il “vaiggio della bandiera”, una marcia che dal vicino Jammu avrebbe dovuto portare una delegazione di sostenitori dei colori indiani fino a Lal Chowk, la principale piazza di Srinagar, per partecipare alle celebrazioni. La manifestazione degli uomini del BJP è stata però bloccata a scopo cautelativo lunedì scorso, nei pressi della città di Lakhanpur, per evitare probabili scontri con i separatisti di Srinagar, così come ordinato dallo stesso Abdullah. Per bloccare l’avanzata dei manifestanti, il governo kashmiro ha fatto intervenire la polizia, costretta ad arrestare i tre leader della marcia adducendo la violazione della Sezione 144, una legge speciale imposta in Kashmri che vieta l’assembramento di più di 4 persone in qualunque luogo. Sushma Swaraj, Arun Jaitley e Ananth Kumar, i leader della marcia, hanno criticato aspramente la scelta, dichiarando di non aver fatto nulla di male e di aver organizzato un’iniziativa pacifica. Dopo essere stati rilasciati, gli attivisti del BJP hanno ripreso la loro crociata, appoggiati anche dall’ala giovanile del partito, ma sono stati nuovamente bloccati dalle barricate della polizia. “Cosa c’è di peggio di vedere coloro i quali bruciano la bandiera nazioanle protetti, mentre quelli che portano la bandiera sono bloccati”, ha dichiarato ai media Swaraj (fonte Times of India). Dure critiche sono giunte anche da Arun Jaitley, leader dell’opposizione alla Rajya Sabha (la Camera alta del parlamento), il quale ha attaccato Omar Abdullah accusandolo di sudditanza psicologica nei confronti dei separatisti, e definendo l’intervento delle truppe come un “errore storico”.

Mentre scriviamo il Giorno della Repubblica non è ancora iniziato, ma la tensione a ridosso del confine indo-pakistano è molto alta, e gli scontri sono probabili. Non dimentichiamo che dopo qualche anno caratterizzato da una minore intensità delle violenze, nel 2010 in Kashmir gli scontri tra indipendentisti e forze di sicurezza sono ripresi con forza. A perdere la vita sono stati sopratutto i giovani, per non dire giovanissimi, spesso colpevoli di aver lanciato sassi contro i mezzi blindati. Il bilancio delle vittime è stato talmente alto, da aver diffuso tra i media indiani l’abitudine di definire il 2010 “l’anno dell’uccisione dei teenager”.

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