Ranchi, 15 Giugno 2010. Nel corso di uno scontro a fuoco le Forze di Sicurezza indiane hanno ucciso 12 Maoisti in Jharkhand. Le notizie, rilanciate dai media indiani e internazionali (fonte BBC), risalgono a domenica e ieri mattina, quando la polizia, schierata sul territorio per arginare l’azione dei guerriglieri di estrema sinistra, avrebbe intercettato un commando di Maoisti ingaggiando una violenta battaglia proseguita per 24 ore. Secondo fonti ufficiali il fatto è avvenuto nelle giungle di Borahat, nel distretto di Singbhum. Una vittima accertata anche tra le Forze di Sicurezza (fonte Indian Express), si tratta di Himmat Singh, membro del 203esimo battaglione dello Special Action Force, cui si aggiungono altri 6 poliziotti feriti dai combattenti, traportati d’urgenza in ospedale in elicottero. Sembra accertata l’uccisione di 12 Maoisti, anche se al momento nessun cadavere è stato ancora rinvenuto.  

Lo scontro a fuoco di ieri rientra in una serie di operazioni messe in atto dalle Forze di Sicurezza indiane, per contrastare il dilagare della presenza dei Maoisti nelle aree rurali e tribali dell’India Centrale, note come Corridoio Rosso. Stando alle notizie diffuse da All India Radio, emittente radiofonica statale, solo nelle giungle del Jharkhand sarebbero dislocati 2000 poliziotti per dare la caccia agli uomini del People’s Guerrilla Army (in tutto il Corridoio Rosso sono attivi circa 50.000 uomini, tra paramilitari e poliziotti). Durante i raid della polizia indiana, sono stati individuati e smantellati almeno 8 campi di addestramento, e rinvenute armi ed esplosivi usati dai Maoisti nelle loro azioni di guerriglia.

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