New Delhi, 4 Gennaio 2010. Si innalza il livello di sicurezza nel Parlamento indiano. Secondo quanto riportato dal PTI, presto gli accessi all’edificio governativo di New Delhi saranno attrezzati con scanner per individui e veicoli. Visto il recente (e ormai onnipresente) aumento dell’allarme terrorismo, il segretario della Lok Sabha ha chiesto alla Bharat Electronic Limited (società para-statale) di preparare una dimostrazione pratica quanto prima, per provare l’effettiva efficacia preventiva degli scanner ad alta tecnologia, ovviamente marcati Made in India. Si tratta di una specie di corridoio lungo 7 metri, dove durante il loro passaggio, le persone vengono scansionate in modo da rilevare la presenza di corpi estranei nascosti sotto gli abiti.  

La decisione di rafforzare il cordone di sicurezza in Parlamento, ha fatto seguito alle recenti misure di sicurezza prese negli aeroporti internazionali, dopo che uno studente nigeriano di 23 anni ha tentato di far esplodere una carica di esplosivo in un volo partito da Amsterdam e diretto a Detroit. E’ ormai noto come Umar  Farouk Abdulmutallab, studente di ingegneria all’University College di Londra, sia riuscito a superare tutti i controlli di sicurezza portando a bordo del veivolo una minima quantità di esplosivo, sufficiente secondo gli esperti a provocare gravi danni se non addirittura far precipitare il volo della Delta Airlines. A i fatti di cronaca dei giorni scorsi, si aggiunge la consapevolezza che il Parlamento indiano sia uno degli obbiettivi più considerati dai terroristi, come dimostrato dallo ‘spettacolare’ attentato del 2001, quando un commando di attentatori vestiti da poliziotti indiani e armati fino ai denti, sono riusciti a superare tutti i controlli e ad irrompere armi in pugno.  Nel corso dello scontro a fuoco, avvenuto il 13 dicembre, 2 mesi dopo l’attacco alle Torri Gemelle di New York, morirono 12 persone: 6 poliziotti, 1 civile e 5 terroristi.

Nelle stesse ore in cui il Parlamento punta sulla ‘sicurezza senza compromessi’, le autorità governative promettono una taglia di 50.000 rupie (1.070 euro circa) in cambio di informazioni utili a catturare i tre terroristi fuggiti sabato durante il trasporto dal carcere ad un ospedale di New Delhi. Abdul Razzak, Mohammed Sadiq e Rafaqat Ali, avevano quasi scontato la loro pena in connnessione agli attentati del 2000 al Forte Rosso, monumento simbolo della capitale indiana, e presto sarebbero stati estradati in Pakistan, loro nazione di origine. La fuga di queste ore ha complicato le cose, provocando l’allerta nella città e nelle aree limitrofe dove sono stati dispiegati molti uomini per cercare di intercettare i fuggitivi.

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