New Delhi, 29 Maggio 2009. A meno di due settimane dall’esito delle Elezioni Generali 2009, è stato costituito il nuovo governo guidato dal premier Manmohan Singh. La cerimonia di giuramento è avvenuta nei giorni scorsi nell’Ashoka Hall, all’interno del Rashtrapati Bhavan, la residenza ufficiale del Presidente dell’India, chiudendo la squadra incaricata di guidare la coalizione dell’United Progressive Alliance nel corso del nuovo mandato.

manmohan-giuramentoIl quinquennio che si apre non sarà affatto facile per l’India. Troppe le incombenze e le aspettative della gente, con crisi economica, disoccupazione e aumento dei prezzi dei beni di prima necessità in cima alla lista. Vengono poi la soluzine delle crisi di confine, in particolare con il Pakistan, magari puntando alla riapertura dei colloqui di pace interrotti a fine novembre 2008 in seguito agli attentati di Mumbai. Terzo ma non ultimo punto, la questione della sicurezza interna, rivolta all’individuazione di migliori forme di prevenzione sia verso le cellule di estremisti islamici di provenienza o formazinoe pakistana operanti in India, sia verso i gruppi indipendentisti – soprattutto i Naxaliti Maoisti – operanti nelle aree rurali dell’India centrale, orientale e settentrionale. Ciò sarà possibile solo attraverso il rafforzamento dei servizi di anti-terrorismo, che in più occasioni si sono dimostrati il tallone d’Achille del precedente governo. Sarà difficile, ma non impossibile, anche grazie alla rinnovata fiducia degli indiani verso il Congresso e il suo uomo forte, Manmohan Singh, che rappresenta l’unico politico indiano dopo Nehru ad aver rivestito la carica di primo ministro per due mandati consecutivi.  

Quello che in India è già stato chiamato il Team di Manmohan, è composto da 33 membri del consiglio dei Ministri (14 hanno giurato martedì, mentre altri 19 la scorsa settimana), 38 ministri di stato e 7 ministri di stato senza portafoglio. Le nomine sono scaturite in seguito agli accordi presi tra i rappresentanti del Congresso e i leader dei partiti membri dell’UPA, in particolare con il Dravida Munnetra Kazhagam (DMK), importante alleato del Tamil Nadu.

A formare il nuovo governo Singh ci sono molti volti noti della scena politica indiana, in gran parte politici ‘navigati’ e ‘datati’, cui si affiancano new entry di rilievo, con il giovane Rahul Gandhi ormai riconosciuto come sucessore di una classe politica che poco rappresenta centinaia di milioni di giovani indiani.

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