Bazar di Lahore

Lahore, 13 Ottobre 2011. Finalmente ci sono! Dopo anni di attesa, mi trovo a picchiettare le dita sulle lettere sbiadite di una tastiera malridotta, per la prima volta in Pakistan.  Mi scuserete quindi per gli errori di battitura o per la forma non proprio scorrevole, ma questi sono alcuni dei limiti imposti dalla tecnologia locale, e dagli effetti del jetlag. Sono a Lahore, la capitale culturale del Paese, situata a 30 km dal confine con l’India e celebre per essere il centro piu’ importante della cultura Sufi in Pakistan. Inizia oggi, dopo quasi 20 ore di viaggio via Qatar, un’esperienza che mi portera’ sempre piu’ a nord, fino alle zone di confine, lungo la Karakorum Highway e, se riuscirò, anche a Peshawar e oltre, vicino al Kyber Pass. Inutile dire che mi trovo in una terra intensa, in cui è palpabile l’orgoglio della popolazione per la stragrande maggioranza musulmana. Citta’ come Rawalpindi, Islamabad, Peshawar e la stessa Lahore sono state il palcoscenico di oltre 4000 anni di storia. Qui, lungo il fiume Indo sono sorte le prime vere citta’ di sempre, in primis Harappa e Mohenjo Daro, importanti centri della cosiddetta Civiltà Vallinda, dotati già  all’ epoca di soluzioni moderne, come canali distinti per lo scolo delle acque nere e bianche, nonche’ sistemi di raccolta dei rifiuti, in tutto o in parte assenti nelle moderne citta’ pakistane e indiane. Piu’ a nord, nei pressi di Rawalpindi sorge la cittadina di Taxila, culla dell’arte del Gandhara, in cui furono sintetizzati correnti artistiche e culturali di origine greca agli stili propriamenti indiani. Poco piu’ a nord, lungo la valle del fiume Kabul che scende dal Kyber Pass attraversando Peshawar prima di immettersi nell’Indo, si sono dati battaglia i piu’ grandi eserciti di sempre. Dalle truppe di Alessandro Magno, ai Persiani, passando per Genghis Khan fino ad arrivare (scusandomi per l’approssimazione della ricostruzione storica) agli uomini del Raj Britannico e agli americani che oggigiorno continuano a bersagliare con i droni (aerei telecomandati) le terre tribali pakistane situate a ridosso della Linea Durand.

Ad ogni modo, dopo molti viaggi in India mi trovo in Pakistan per conoscere l’altra faccia della luna, la nazione gemella nata in quell’agosto del 1947 a seguito della ritirata degli inglesi, cui seguì  la Partizione dell’India originaria in due universi, quello hindu e quello musulmano. Da qui nacque il Pakistan occidentale e orientale, quest’ultimo divenuto Bangladesh nel 1971.  Gia’ da adesso so di trovarmi in una terra difficile, colpita da un’escalation di violenze senza precedenti, soprattutto a ridosso del confine con l’Afghanistan. Tuttavia non mi limitero’ ad osservare la meta’ oscura di questo Paese, ma e’ mia intenzione toccare con mano quanto di buono realmente esiste, evidenziare la natura non proprio ‘apocalittica’ della popolazione, quella componente poco spettacolare che non aiuta a sparare titoli in prima pagina o a vendere qualche libro in piu’. Cerchero’ quindi anche l’umanita’ dei pakistani, provero’ a carpire le esperienze e le aspettative di chi in Pakistan vuole trascorrere un’esistenza serena, avere una famiglia e un lavoro, e magari non essere tacciato come terrorista solo in base alla sua nazionalita’ o alla fede. Persone come Buff, di ritorno in patria dopo un anno e mezzo di lontananza, oppure Shah ji di Gilgit, tuttofare nella piccola guest house in cui alloggio, o Ali, il gestore d’albergo incontrato in aereo stanotte, di rientro dopo due anni trascorsi a lavorare a Londra.

Vedremo, ho grandi aspettative!

A presto

5 Responses to "Pakistan, finalmente ci sono! Aggiornamento da Lahore"

  1. Emanuele Confortin  18 ottobre 2011

    Ciao ‘grafico di east’, grazi per il sostegno morale. Sto raccogliendo qualche scatto che spero ti piacerà…

  2. steve  18 ottobre 2011

    Bravo!
    Stai in campana…
    un abbraccio dal grafico di east.

  3. Emanuele Confortin  13 ottobre 2011

    Shukran! ad entrambe

  4. Katia  13 ottobre 2011

    Buon viaggio!! Spero di leggere presto nuovi aggiornamenti e vedere immagini di quello che sarà sicuramente un viaggio intenso.

  5. Monica  13 ottobre 2011

    Che possa essere un’esperienza memorabile, per l’impegno e le energie dedicate! Buon viaggio !!

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