Islamabad, 3 agosto 2009. Ancora gravi violenze contro i cristiani in Asia. Ad un anno dal terribile pogrom contro i

Violenze Gojra foto Dawn.com
Violenze Gojra foto Dawn.com

missionari in Orissa (India), tra venerdì e domenica è stata la volta del Punjab pakistano, dove 8 cristiani protestanti sono stati arsi vivi, mentre 20 feriti in modo serio. Tra le vittime ci sono un bambino di 7 anni e 4 donne. All’origine delle aggressioni, come riportato dal sito Asia News, un’accusa di blasfemia contro Mukhtar Masih, Talib Masih e Imran Masih, che sembra abbiano dissacrato il Corano, bruciandone alcune pagine durante una cerimonia nuziale cristiana. Non appena la notizia si è diffusa, una folla di fedeli musulmani si è scagliata contro un’area abitata da cristiani nel villaggio di Koriyan, nei pressi della città di Gojra, saccheggiando e incendiando 50 case e 2 chiese, e inducendo migliaia di fedeli a fuggire per il more di linciaggi.  Sembra che alcuni cristiani abbiano cercato di respingere la folla sparando dei colpi di arma da fuoco, che però hanno provocato una reazione ancor più violenta. Stando alle informazioni diffuse dalle forze di polizia, che ieri sono riuscite a prendere il controllo di Gojra dove si erano estese le violenze, gli aggressori provenivano da un vicino villaggio, e la sera del 30 luglio hanno preso d’assalto le abitazioni dei cristiani, mentre qualcuno di loro tentava di inscenare una sorta di processo pubblico per ottenere le scuse per l’offesa arrecata al libro sacro dell’islam. Nel corso delle proteste, la folla ha ostacolato l’arrivo dei soccorsi tagliando le vie di comunicazione tra Faisalabad e Gojra, favorendo in questo modo il divampare di nuovi incendi. La gravità dell’episodio ha destato l’attenzione dello stesso presidente pakistano Asif Ali Zardari, che ha descritto l’accaduto come “un fatto che va contro lo spirito dell’islam e le norme della società civile quando le leggi vengono manipolate e i membri di una minoranza sono fatti oggetto di violenza sulla base di crimini reali o presunti”.

Stando alle prime ricostruzioni, gli aggressori erano almeno 3000, e come già visto per i fatti di un anno fa in Orissa da parte di estremisti hindu, la folla sarebbe stata aizzata e manipolata da alcune autorità religiose appartenenti ad un

Violenze Gojra foto Dawn.com
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gruppo fondamentalista illegale del luogo. Una volta penetrati nel centro abitato, gli aggressori hanno appiccato numerosi incendi usando un combustibile difficile da spegnere, lo stesso che secondo le fonti di Asia News sarebbe stato impiegato per i roghi nel villaggio di Shanti Nagar (2007) e a Sangla Hill (2005) .   

Dopo l’arrivo a Gojra del ministro delle minoranze, il cattolico Shahbaz Batti, sono emersi ulteriori dettagli, dai quali risulta evidente come il gesto blasfemo dei Masih abbia fatto esplodere una situazione già tesa da tempo, tanto che nei giorni precedenti, la comunità cristiana aveva chiesto la protezione della polizia. Importante sottolineare come, nel corso delle violenze, le autorità siano rimaste a guardare, limitandosi ad intervenire solo più tardi, quando incendi e uccisioni era già compiuti.

Nelle stesse ore in cui in Pakistan iniziavano le aggressionin, in India venivano assolti i 16 fondamentalisti hindu che nell’agosto 2008 manipolarono gli attacchi contro diverse missioni cristiane nel distretto di Kandhamal nello stato dell’Orissa, provocando almeno 40 morti. Ai fatti del Kandhamal, seguirono nuovi episodi di violenza tra hindu e cristiani nel sud dell’India, in particolare nello stato costiero del Karnataka.

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