Ranchi, 17 giugno 2009. Riprende con forza la rivolta dei Maoisti in India. E’ di ieri la notizia dell’attacco e dell’uccisione di cinqui poliziotti e del ferimento di almeno tre in Jharkhand, per mano dei ribelli. Dopo l’attacco, la polizia dispiegata nell’area ha dato la caccia ai combattenti di estrema sinistra, individuando il loro nascondiglio nella giungla.

Nelle stesse ore, un altro commando ha assaltato la sede del Communist Party of India (Marxist), CPI (M) nello stato del West Bengal, uccidento tre membri del partito. E’ salito a sei il numero degli ufficiali del CPI (M) – che ricordiamo è al potere in West Bengal – uccisi nelle ultime settimane dai Maoisti, mentre altri sei sono scomparsi senza lasciare traccia.

L’azione dei guerriglieri è stata fagocitata da molti contadini e abitanti delle zone rurali più povere, i quali hanno ‘coperto’ la fuga dei ribelli predisponendo blocchi lungo le strade per rallentare l’intervento delle forze di sicurezza.

La presenza dei Maoisti nel distretto di West Midnapore  (West Bengal) è cresciuta in modo esponenziale da un anno a questa parte, e dallo scorso novembre risulta virtualmente sotto il loro controllo diretto. Inevitabile l’insorgere di un’emergenza interna, che ha spinto il governo dello stato a presentare richiesta formale per l’arrivo di almeno 1000 uomini dell’esercito allo scopo di arginare le azioni di guerriglia.

In 20 anni di lotte da parte dei Maoisti nelle aree più povere dell’India, si stima abbiano perso la vita almeno 6000 persone. Lo stesso premier indiano Manmohan Singh, riferendosi ai Maoisti, ha ribadito come si tratti del “principale problema di sicurezza interna”.

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.