Breve resoconto di viaggio…

Rajiv ChowkNew Delhi. Si erge alta la bandiera a Rajiv Chowk,  Connaught place, in queste giornate umide . Non mi era capitato di vederla ergersi così fiera in trascorsi passaggi. Forse una mia distrazione, o forse semplicemente la bandiera è a testimoniare il successo delle ultime elezioni e l’insediamento del nuovo primo ministro, di cui la popolazione sembra soddisfatta più che mai. “Great India”, mi dice un ragazzo che passa mentre fotografo, “this is a good picture, Madam! Great India”. Da un po’ di tempo mancavo di passare nella capitale indiana, e in questo mio ritorno una notizia certa la posso dare: il grandioso progetto della metropolitana, iniziato non pochi anni fa, si è finalmente concluso regalando una fitta rete di comunicazione sulla maggior parte del tessuto urbano di Delhi. Non solo quello che si può considerare “centro della città” è ben collegato, ma il treno sotterraneo si spinge alle propaggini più estreme della capitale indiana, come l’area di Gurgaon, o l’aeroporto Indira Gandhi. Un progetto ambizioso, riuscito pienamente, che permette sia alla popolazione di Delhi, sempre più cinetica, che al turista di raggiungere la propria destinazione con un sistema di trasporto all’avanguardia e al pari delle grandi capitali europee (in certi casi di gran lunga superiore). Devo ammettere che dopo anni di faticose discussioni con taxisti di vario tipo, è una bella soddisfazione rientrare in hotel prendendo “the violet and yellow line” a soli 12 rupie senza le estenuanti contrattazioni con gli autisti di rickshaw!! Una buona soluzione soprattutto per chi si vuol muovere sotto la pioggia decisa del monsone che in questo inizio di settembre non lascia mai che il giorno a Delhi scorra senza scrosci e inondazioni. Per non parlare poi della diminuzione di traffico che ne deriverebbe, problema ormai al collasso visto che, nelle ore di punta, per fare un kilometro ci si può mettere dai 20 ai 30 minuti, almeno nella zona di New Delhi Station.

Nei pressi della stazione di New Delhi
Nei pressi della stazione di New Delhi

Dalle vetrine alla moda di Connaught place agli empori di Janpath, dai bazar di Old Delhi ai grandi viali dell’India Gate, la città si muove freneticamente, orgogliosa, avendo consapevolezza dei molti cambiamenti che ci sono stati in questi ultimi anni e delle nuove sfide che l’attendono…non solo Delhi evidentemente, ma l’India intera. L’entusiasmo che ho trovato parlando con alcuni passanti mi è sembrato frutto di un pensiero sincero, non tanto di un’estremismo politico: il nuovo primo ministro, Narendra Modi, che ha da pochissimo festeggiato i suoi primi 100 giorni dal suo insediamento, sembra riempire di speranza una cittadinanza stanca dell’incapacità politica che il Congresso ha palesato nell’ultima legislazione. Molti mi ripetono che nulla è stato fatto per la vera crescita economica, né per aumentare il peso dell’India nello scacchiere e asiatico e mondiale. Un ragazzo proveniente da un villaggio dell’Uttar Pradesh occidentale, e che da qualche anno lavora a Delhi come cameriere, mi dice che il Congresso ha perso per la sua frammentazione interna che lo ha indebolito e reso incapace di affrontare molte necessità, come quella della corruzione dilagante. Così continua: “Il BJP invece avanza compatto e unito e Modi ha un carisma che da tempo non c’era nella scena politica indiana”. La pioggia riprende incessante, cerco un riparo in una bottega di scalpellini verso Arakashan Road. E intanto penso al mio breve passaggio in una città che conosco da anni e che amo molto e alle mie prossime tappe.

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