MUMBAI, 19 marzo 2009. Brutte notizie in vista per l’industria tessile indiana. Tra 12 giorni si chiuderà l’anno fiscale 2009, ma la bilancia delle esportazioni sembra destinata a chiudersi in pareggio o addirittura in negativo, sottolineando come in India la crisi economica sia stata sottovalutata un pò troppo. Nel caso del tessile, considerato uno dei comparti trainanti a Delhi, Mumbai, Chennai e dintorni, il flop è imputato dalle autorità governative alla significativa svalutazione della rupia avvenuta negli ultimi 6 mesi. “Potremmo vedere una crescita dell’export immutata, attorno ai 22-23 miliardi di dollari, quindi più o meno in linea con l’anno precedente” ha commentato in un’intervista a Reuters J.N. Singh, segretario aggiunto del Ministero del Tessile. Stando ai numeri scaturiti a marzo 2008, le esportazioni di settore erano state di poco superiori ai 22 miliardi di dollari.

Sebbene il governo cerchi di puntare al ‘pareggio’, la realtà dei fatti è diversa, così come dimostrato dal livello di occupazione nell’industria tessile, che nel trimestre ottobre-dicembre 2008 ha lasciato a terra circa 300-400 mila lavoratori, anche se le cifre potrebbero essere ben superiori a causa della sistematica e diffusa pratica del lavoro nero. Un duro colpo per il comparto che meglio di tutti rappresenta la tradizione industriale indiana, in grado di dare un impiego a 33 milioni di persone.

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