MUMBAI, 19 MARZO 2009. Inizia oggi in India la distribuzione della Nano, l’auto da 100.000 upie (1.945$) voluta da Tata Motors per rivoluzionare il mercato automotive.
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Quella che un anno fa era vista in Tata come una sorta di consacrazione universale, per aver creato l’auto più economica al mondo, si è ora trasformata in una sorta di ancora di salvezza per il colosso indiano, impegnato ad uscire dal baratro in cui è precipitato in meno di 12 mesi. Sebbene poche settimane fa Tata Motors abbia acquisito da Ford Motor Co i brand Jaguar e Land Rover per 2.3 miliardi di dollari, il gruppo guidato dall’imperatore dell’automobile Ratan Tata ha comunque segnato per la prima volta un calo delle vendite dopo 7 anni di crescita. Ciò ha provocato un terremoto in borsa, dove le azioni Tata hanno perso il 75% del loro valore, con un netto ridimensionamento della valutazione della solidità finanziaria. 

A questo punto, la distribuzione in India della Nano va letta in una chiave diversa, da inserire nel contesto generale di crisi che non ha risparmiato nemmeno India e Cina. “Negli ultimi 12 mesi, Tata è stata colpita da una tempesta perfetta – ha commentato Ashvin Chotai, managing director della società di consulenza londinese Intelligence Automotive Asia -. All’epoca (un anno fa ndr) non era pensabile che la Tata potesse avere difficoltà finanziarie. Ma le sue risorse sono state erose per interventi su diversi fronti”.
Secondo gli analisti, Nano rappresenta comunque un imperativo in questo momento storico, e considerando il prezzo del carburante e l’inaccessibilità di molti beni di consumo, l’auto più economica al mondo potrebbe competere addirittura con altre mini-auto ben più famose nel mondo, quali Beetle, Mini e l’italiana 500. “La Nano creerà un nuovo segmento, che annullerà il divario tra il mercato delle moto e delle auto economiche”, ha commentato Mohit Arora, direttore del JD Power Asia-Pacific di Singapore.

Come detto, l’avvio delle vendite della Nano inizia ufficialmente oggi, con 6 mesi di ritardo rispetto ai piani originari (costati 350 milioni di dollari), con la distribuzione di 50.000 veicoli nel primo anno, realizzati negli stabilimenti di Pune e Pantnagar dove la capacità produttiva sarebbe di 250.000 auto all’anno.

Il prezzo del petrolio è sceso a 45 dollari rispetto ai 100 di un anno fa, allo stesso modo il prezzo dell’acciaio si è dimezzato, trascinando con se il valore degli interessi, quindi favorendo lo sblocco delle vendite di auto, così come accaduto a febbraio in India. Ciononostante, gli esperti sostengono che i consumatori indiani saranno poco propensi alla spesa ancora per un pò di tempo, e il breakeven del progetto Nano sarà verosimilmente raggiunto entro 6 anni. Troppo tempo, soprattutto considerando l’arrivo di importanti competitors quali Renault e Nissan, che in India stanno realizzando la loro auto super economica assieme a Bajaj (altra importante casa automobilistica indiana), che dovrebbe andare in vendita a 2.500 dollari nel 2011. Novità dovrebbero presto giungere anche da Maruti Suzuki e Hyundai Motors, entrambe intenzionate a dare battaglia alla Nano, così come Volkswagen, Toyota e Honda. Ecco che 6 mesi di ritardo sul lancio del gioellino di Tata Motors pesano come un macigno nelle strategie di medio periodo del gruppo.

Per ora Tata resta in attesa, sperando che Nano si trasformi realmente in un fenomeno di costume (simile a quanto accaduto in Italia con 500), così come previsto da Hormazd Sorabjee, editore di una iportante rivista automobilistica indiana: “potrebbe essere considerato ‘cool’ andare in giro con una Nano”. Buoni segnali in merito giungono anche da Facebook, dove si sono create intere ‘comunity’ di appassionati per l’auto anti-crisi, non solo in India ma anche in Danimarca, Cile, Sudafrica, Argentina, Italia, Francia e Stati Uniti. Non a caso, il sito della Tata ha proiettato il numero degli accessi oltre quota 40 milioni.

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