Jagdalpur 19 Maggio 2010. Le Forze di Sicurezza indiane accusano i ribelli Maoisti dell’uccisione di sei civili nelle foreste del Chhattisgarh. I corpi senza vita sono stati rinvenuti ieri dalle autorità nella giungla nei pressi del villaggio di Uchapur, distretto di Rajnandgaon, area fortemente interessata dall’insurrezione maoista. Secondo la ricostruzione dei fatti, sembra che le vittime fossero state rapite da un commando di guerriglieri sul finire della scorsa settimana e portate via dai rispettivi villaggi con l’accusa di essere delle spie e di agire contro i Maoisti. Pochi giorni più tardi il ritrovamento, dal quale sono emerse i segni inequivocabili di un’esecuzione, in quanto tutti e sei gli uomini sono stati sgozzati. “Erano persone innocenti accusate di essere vicine alla polizia e di agire come spie per la polizia” ha riportato l’agenzia di stampa Reuters, citando Prasad Narayan, ispettore della polizia del Chhattisgarh.

Il Chhattisgarh continua a rappresentare la zona più colpito dall’inssurezione Maoista in India. Non a caso, negli ultimi 5 anni, il piccolo stato compreso tra Madhya Pradesh e Orissa ha totalizzato il maggior numero di incidenti e vittime legati all’azione della guerriglia di estrema sinistra. L’ultimo grave episodio un mese fa circa, quando in un’imboscata organizzata dai Maoisti, furono uccisi 76 poliziotti. Sempre in Chhattisgarh si sta concentrando con più forza l’Operation Green Hunt, voluta dal governo indiano per mettere definitivamente fuori gioco quella che lo stesso premier Singh ha più volte definito “la maggiore sfida alla sicurezza interna del Paese”. A tal fine, le già ingenti truppe dislocate sul territorio (non solo in Chhattisgarh ma in tutto il Corridoio Rosso) sono state rafforzate a partire da gennaio, con 50.000 paramilitari in più, oltre a decine di migliaia di poliziotti. Secondo le aspettative di New Delhi, i Maoisti dovrebbero essere messi definitivamente fuori gioco in 7 anni, mentre i leader del Communist Party of India (Maoist), l’ala politica dei Maoisti, sostengono che entro 20 anni saranno alla guida della nazione.

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