Raipur, 10 Dicembre 2012. L’attacco ha avuto luogo lungo una strada secondaria tra campagna e giungla, nel villaggio di Farsegarhnel situato a 500 chilometri da Raipur, capitale del Chhattisgarh. L’automobile di Chinnaram Gota procedeva a velocità moderata, con lui soltanto due dei cinque uomini di scorta assegnatigli dal governo. Del resto Gota, fondatore ed ex leader del Salwa Judum, letteralmente ‘marcia della pace’, movimento armato composto da civili in lotta contro i Maoisti del Chhattisgarh, aveva già subito due attentati da parte dei guerriglieri di estrema sinistra, nel 2009 e 2011. A pochi chilometri da casa sua è scattata l’imboscata, evidentemente preparata a tavolino tenendo conto di tutte le variabili. Un colpo di fucile, poi un altro e il veicolo ha arrestato la sua corsa a bordo strada, permettendo ai guerriglieri di avvicinare il mezzo e completare il lavoro. Chinnaram Gota è stato ucciso sul posto, così come una delle due guardie, mentre l’altra è in gravi condizioni in ospedale. Sul luogo dell’aguato è subito giunto il figlio di Gota, Mahesh di 19 anni, il quale è stato rapito dal commando maoista che pochi istanti più tardi aveva già fatto perdere le proprie tracce.

La figura discussa di Chinnaram Gota era da sempre nella lista nera dei Maoisti o Naxalite, con i quali l’ex leader del Salwa Judum si era confrontato in almeno 29 scontri a fuoco. Era il 2005 quando Gota prese parte attiva nella fondazione del Judum a Kutaru, villaggio della provincia di Bilaspur in Chhattisgarh. Fu di certo uno dei più accaniti sostenitori di questo movimento anti-maoisti, anche dopo la messa al bando imposta dal governo a seguito dei gravi crimini e atrocità commesse dai suoi militanti, i quali, seppur privi di un incarico ufficiale (ma comunque armati e sostenuti dalle forze governative), avevano ingaggiato una guerra a tutto campo contro i Maoisti, spesso utilizzando metodi peggiori del loro stesso nemico, anche ai danni di semplici cittadini. Stupri, torture, omicidi mirati, violenze indiscriminate, deportazioni forzate di interi villaggi, trasformarono in pochi anni la ‘marcia per la pace’ in una corsa alla violenza, che costrinse il governo di Raipur a bandire il movimento di Gota. Nel 2010 però, convinto che “la rinascita del Judum farebbe presto scomparire i Naxalite”, Gota e i suoi si riunirono ancora fondando il New Salwa Judum, passato alla storia come Dandakaranya Shanti Sangharsh Samiti (DSSS), movimento che trova le sue basi ideologiche nella non violenza, così come riportato nel manifesto Ahimsa Parmo Dharma. Il DSSS ha assunto dei toni più moderati rispetto al Salwa Jundum, e probabilmente sopravviverà a Gota, portando avanti un processo difficile e delicato, che punta a fare leva sul sentimento di giustizia e sul desiderio di pace dei tribali del Chhattisgarh, convincendoli ad agire direttamente per favorire la resa dei Maoisti. Poco importa se parte di questi semplici contadini vengono poi armati e autorizzati ufficiosamente ad utilizzare ogni metodo per raggiungere i propri obbiettivi, dando vita ad una spirale di violenza destinata a tramandarsi per generazioni.

One Response to "Ucciso dai Maoisti Chinnaram Gota, fondatore e leader del Salwa Judum"

  1. Francesco Cecchini  10 dicembre 2012

    Brevemente. DSSS non violento nella teoria, ma non nella pratica. L’ eliminazione del suo fondatore padrone e’ un forte colpo a questa organizzazione che a mio avviso ha buone probabilità di venire stritolata dal confronto politico militare tra governo indiano PCI ( maoista). La situazione del Chhattisgarh ed altrove non e’ paragonabile a quella della Colombia, dove il governo di Santos sta negoziando la pace con FARC/ELN, ma un passo in avanti potrà essere fatto quando il governo indiano si renderà conto dell’ impossibilita’ di sconfitta militare dei naxaliti.

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