Islamabad, 22 Ottobre 2009. E se ci fosse anche la mano dell’India dietro gli attentati che stanno sconvolgendo il

Rehman Malik
Rehman Malik

Pakistan? E’ questa l’accusa lanciata ieri dal ministro dell’Interno pakistano Rehman Malik, il quale è convinto i servizi segreti di New Delhi stiano finanziando il terrorismo all’interno dei confini del Pakistan. Stando a quanto si legge nella notizia diffusa oggi dall’agenzia di stampa Dawn, la certezza di Malik risulta evidente dalle sue dichiarazioni: “abbiamo solide prove che non solo il Balochistan, ma anche l’India è coinvolta in quasi tutte le attività terroristiche in Pakistan”.

L’uscita del ministro pakistano è giunta come un fulmine a ciel sereno, in quanto fino ad ora non si era mai verificato un intervento ufficiale in tal senso. Per questo, si potrebbe pensare ad una contromossa alle continue insinuazioni lanciate da New Delhi sul coinvolgimento pakistano negli attentati che negli ultimi anni hanno colpito l’India, a partire da quello più grave (e mediateizzato) di tutti, avvenuto lo scorso novembre a Mumbai. Il ministro dell’Interno pakistano, per il momento, si è limitato a delle dichiarazioni, e le presunte prove cui fa riferimento non sono ancora state rese pubbliche.

Malik ha poi rivolto un sollecito appello alla sua controparte indiana, il ministro Chidambharam: ” dovrebbe prima occuparsi del suo Paese, piuttosto che incolpare il Pakistan. Non minacciateci. Possiamo fare altrettanto con voi”. Secondo Islamabad, il governo indiano continuerebbe a puntare il dito verso il Pakistan per sviare l’attenzione dalle falle presenti nel sistema di sicurezza interna, ancora incapace di acciuffare i colpevoli dell’attentato al Samjhota Express (febbraio 2007), o gli assassini di Rajiv Gandhi (maggio 1991), e di altri attentati sui quali ancora non è stata fatta luce.

Nel proseguire la sua arringa contro l’India, Malik ha aggiunto: “chideo al Primo ministro indiano, se davvero hanno informazioni su nuovi attentati come quelli di Mumbai, che le condividano con il Pakistan e noi indagheremo, ma finchè l’India non condividerà nulla con noi, allora sarà diretta responsabile di ogni incidente”.    

In conclusione, tornando all’accusa del coinvolgimento dell’India negli attentati terroristici in Pakistan, Malik si è dichiarato disponibile a condividere le informazioni con una delegazione ufficiale da New Delhi.

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