New Delhi, 29 luglio 2009. L’India si prepara alla ‘rivoluzione ecologica’ pianificando forti investimenti nelle energie PV Indiarinnovabili. Nel mirino del governo Singh figura in particolare il fotovoltaico, e stando alle prime dichiarazioni ufficiali, riportate dai principali media indiani (fonte Reuters), entro il 2020 saranno attivati impianti solari per totali 20 gigawatt di potenza, pari ad 1/8 degli attuali presidi di produzione di energia elettrica presenti sul territorio. Il progetto rientra in un preciso disegno promosso in campagna elettorale dallo stesso premier Singh, per ridurre in modo più che sensibile le emissioni di co2 ed allinearsi alle nuove direttive internazionali per contrastare il riscaldamento terrestre. La “National Solar Mission”, così come è stata definita, prevede lo stanziamento di 19 miliardi di dollari nei prossimi 30 anni, e la costituzione di un organo di vigilanza, che renderà obbligatorio per ciascuno stato dell’Unione la copertura di una parte del proprio fabbisogno elettrico attingendo dall’energia solare. Entro settembre saranno svelati ulteriori dettagli sul progetto, ma è già sicura l’introduzione di speciali incentivi  per la produzione e installazione di sistemi fotovoltaici (l’equivalente del Conto Energia in Italia), così come bonus e riduzioni del carico fiscale per la ricerca in ambito solare.  

La prima delle tre fasi prevede la realizzazione di 1-1,5 gigawatt entro il 2012, periodo durante il quale sarà favorita la produzione nazionale di moduli fotovoltaici, e la riduzione dei costi. La nuova opportunità offerta dal mercato indiano non ha tardato a attirare le grandi società nazionali, con Tata BP Solar – joint venture tra Tata Power e BP plc solar -, BP solar e Bharat Heavy Electrical Ltd, società statale, e la Lanco Infratech. Notevoli anche gli investimenti esteri, in particolare in Cina, dove da marzo è triplicato l’acquisto di quote societarie di importanti brand come Suntech Power Holding e Trina Solar.

Secondo le aspettative di New Delhi, grazie alla “National Solar Mission” l’India dovrebbe ridurre l’emissione di diossido di carbonio di 42 milioni di tonnellate, garantendo l’accesso all’energia solare per 3 milioni di famiglie entro il 2012. Un passo importante, soprattutto per una nazione in cui il 56% della popolazione non ha un accesso regolare all’energia elettrica. Altrettanto importante, il fatto che nel giro di pochi anni, sarà reso obbligatorio l’approvvigionamento elettrico da fonti rinnovabili per ospedali, hotel ed edifici governativi, favorendo la diffusione di una nuova ‘cultura del solare’ nei villaggi.

Sebbene entro 11 anni il sole darà la bellezza di 20 gigawatt all’India (attualmente nel mondo sono in funzione impianti fotovoltaici per 14 gigawat), il fabbisogno nazionale di elettricità resta legato al carbone. Non a caso, la metà oscura del piano energentico indiano prevede anche l’incremento delle centrali a carbone, con 78,7 gigawatt di nuovi impianti in funzione entro il 2012, 15,1 dei quali già commissionati. Per quanto impressionante, la capacità produttiva di energia elettrica in India impallidisce se confrontata ai 792,5 gigawatt della Cina, ben 5 volte superiore a quella dell’Elefante indiano, anche come emissioni.

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.