Roma, 2 Dicembre 2009. Ecco la seconda parte all’introduzione scritta per il convegno sull’India organizzato dall’Associazione Italia-India di Roma. L’autore è Morris Gasparri, responsabilie per i rapporti con le università per l’associazione e co-curatore della rubrica EuroMEDitazioni di Limes.

India ItalyIl miracolo economico che ha portato nell’ultimo decennio l’India ad essere il secondo paese in termini di crescita del Pil a livello mondiale, staccata soltanto dalla Cina, contiene un paradosso importante da analizzare. Parlare di India oggi significa infatti trovarsi di fronte ad una nazione che continua a crescere, sia in termini demografici che in termini economici, a dispetto di enormi ritardi e contraddizioni sul piano politico-amministrativo e sul piano sociale. Un recente studio (India 2039: an affluent society in one generation, report dell’Asia Development Bank per l’Emerging Markets Forum) prospetta per l’India un futuro da seconda economia mondiale, prevedendo il passaggio dal 2% della quota di Pil mondiale del 2007 ad un possibile e probabile 18% del 2039. Non esistono però piani di sviluppo duraturi governati da forze meccaniche. Per consolidare questo “miracolo economico”  serve una capacità che potremmo definire di tipo strategico-politico. Qui entriamo nella vera sfida dell’India dei prossimi anni. Il mito della democrazia più grande al mondo non basta più.

L’India potrà rendere effettive le enormi potenzialità di sviluppo date dal suo capitale umano e dalle enormi potenzialità del suo mercato interno se e solo se sarà capace di inserire queste trasformazioni dentro una profonda riforma del suo sistema politico-amministrativo: se e solo se le sue classi dirigenti sapranno affrontare alcuni problemi strutturali. Quattro le grandi sfide strategiche che attendono la politica indiana sul piano interno:

1)Colmare un ritardo infrastrutturale che, a partire dalla rete stradale per arrivare ai sistemi di gestione urbana, è lacunoso ed obsoleto. Comeè stato notato, se il decennio scorso è stato il decennio dell’Information Technology e dello sviluppo del settore dei servizi (dove l’India si è ormai affermata come un vero e proprio hub globale), il decennio a venire dovrà essere per l’India il decennio delle infrastrutture.

2) Riformare i meccanismi regolativi dell’economia e del mercato interno, superando le farraginosità burocratiche in termini di permessi licenze e la politica clientelare dei sussidi. Risolvere questi problemi significa per l’India aumentare anche la propria capacità di attrazione degli investimenti esteri.

3)Il contrasto alle disuguaglianze. L’India presenta dei tassi di malnutrizione e mortalità infantile tra i più elevati del mondo.

4)La sfida energetica. Gli indiani saranno sempre di più e consumeranno sempre di più. La questione energetica assume dunque per l’India una rilevanza particolare, soprattutto in termini di sostenibilità. Quale mix energetico per una nazione che non riesce ancora ad assicurare l’elettricità a larga parte della sua popolazione?

 L’Italia che guarda all’India

E l’Italia? Perché dovremmo interessarci dell’India? Non si tratta forse di una comparazione tra entità incomparabili? Da una parte, l’India è una nazione emergente/emersa, dall’altra parte l’Italia è una nazione sviluppata/galleggiante, col rischio di affondare. Gli obiettivi dell’India sono ben diversi dagli obiettivi strategici dell’Italia, che hanno a che fare con le molteplici difficoltà di riformare un sistema in crisi strutturale (in cui il passaggio preliminare, naturalmente, è pensare all’Italia propriamente come a un sistema). Forse questa visione ha agito sulla sottovalutazione dell’India andata in scena in questi anni nel nostro dibattito nazionale. Questo stato di cose va cambiato. L’India va studiata, compresa nel suo dinamismo economico, negli scenari della sua crescita, nei ritardi che ancora manifesta sotto molti aspetti. Non per una questione di mera curiosità, bensì per una questione più pregnante. Perché è dalle relazioni bilaterali con i paesi emergenti della scena globale che passerà sempre di più la nostra “sopravvivenza” nel mondo multipolare, soprattutto dal punto di vista economico. Buona parte del futuro della nostra economia risiede infatti nella crescita quantitativa delle “classi medie” dei paesi emergenti e nella capacità del cosiddetto “sistema Italia” di penetrare questi spazi sfruttando le opportunità connesse. Realtà spesso ignorate nel nostro paese, che conosciamo solo per stereotipi, rappresentazioni errate o immagini legate al folclore. O che non conosciamo affatto. Paesi che continuano a crescere e trasformarsi a dispetto della nostra sottovalutazione e della nostra ignoranza. Ecco perché la Giornata sull’India promossa dall’associazione Italia-India in collaborazione con Limes è un evento importante, non solo per gli addetti ai lavori, ma più in generale per la riflessione pubblica del nostro paese.

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