Giornali e media internazionali celebrano in questi giorni la ‘vittoria’ delle truppe pakistane sui Taliban nello Swat. Ma quanto è reale, e soprattutto quanto durerà questo presunto successo?

La questione Pakistan è davvero delicata e molto complessa. Non si tratta di semplice lotta al terrorismo, ai Taliban o PD*28438905ad Al Qaeda. Il Pakistan è un Paese tanto potente quanto fragile, che dal 1947 (anno dell’indipendenza) ad oggi non ha mai vissuto una stabilità duratura, neanche apparente. Troppi i dissidi interni, e troppo alta la dipendenza del Governo Centrale dalle Forze Armate, a prescindere che il premier fosse Musharraf, Bhutto, Gillani o chi altro. All’interno dell’esercito pakistano ci sono forti correnti autonomiste, necessarie per preservare gli immensi interessi (industrie, banche, attività commerciali) gestiti direttamente dai vertici militari, in grado di fruttare ogni anno miliardi di dollari ‘puliti’, che secondo gli esperti rappresentano circa un terzo del giro d’affari totale originato dal mercato nero e dai traffici illeciti. In questo contesto, si inseriscono pericolosi legami tra i summenzionati leader militari e i gruppi che noi chiamiamo ‘fondamentalisti’ o ‘terroristi’, operanti in Kashmir, quindi in una prospettiva anti indiana, e in Afghanistan. Ebbene, storicamente l’Afghanistan ha sempre avuto buoni rapporti con New Delhi, ragion per cui i Taliban (cresciuti e formati in Pakistan) sono serviti ad Islamabad per rovesciare il precedente governo di Kabul e prendere il controllo, o destabilizzare, un Paese considerato pericolo e troppo vicino a quel lembo di territorio Kashmiro controllato dal Pakistan, dove corre la Karakorum Highway, importante via di collegamento che mette in contatto Islamabad alla Cina. Lungo questa direttiva passano miliardi di dollari in merci, armi, tecnologie da e verso Pechino, che punta sempre più sul Pakistan come nuovo sbocco verso il Mare Arabico, necessario per velocizzare i collegamenti con l’Africa e l’Europa, aggirando il pericoloso stretto di Malacca. Capirete benissimo come una forte alleanza, economica-politica-militare con il Dragone sia fondamentale per un Paese che si sente in qualche modo accerchiato da vicini ostili (India e Afghanistan, cui si aggiunge l’Iran), e costantemente incalzato dagli Stati Uniti. Per questo (e per molte altre ragioni) è sensato dire che i Taliban servano ad Islamabad, in particolare alle Forze Armate, che guarda caso danno il ‘la’ all’offensiva che si crede si sia chiusa con una vittoria contro il terrorismo, ma che in realtà ha avuto una funzione di immagine, una sorta di contentino per Washington, da dove, come avete giustamente segnalato, continuano ad arrivare fiumi di dollari. A parer mio, stando all’idea che mi sono fatto consultando diverse fonti, è molto difficile che il governo Zardari possa contribuire in misura sostanziale allo scardinamento delle organizzazioni ‘fondamentaliste’, Talebane e non, presenti nel proprio Paese. Non ho idea quale possa essere la soluzione, e nemmeno se ne esista una. Di certo ribadisco la pericolosità del Pakistan, mai come ora nodo centrale di quella vasta e instabile area geopolitica che parte dalla Palestina e arriva al Kashmir.

A presto

Emanuele

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.