New Delhi, 1 Giugno 2009. Tira aria buona per l’economia indiana, cresciuta oltre le aspettative nei primi tre mesi   del 2009. Siamo ad un più 5,8% rispetto lo stesso trimestre del 2008, ben al di sopra del 5,2% previsto dalle rupieprevisioni (pessimistiche) degli analisti, basate anche sulla chiusura a 5,3% del periodo ottobre, novembre e dicembre dello scorso anno. Nel corso della conferenza stampa di venerdì scorso, quando sono stati resi noti gli indici, è stata attribuita parte del merito agli “sforzi fatti nei settori agricolo e dei servizi” ribadendo la loro importanza nello spingere la locomitiva indiana. I risultati positivi sono stati recepiti immediatamente dagli investitori indiani, e subito i media di Delhi, Mumbai, Bangalore e Chennai hanno dato risalto alla notizia, iniziando a parlare di “ripresa anticipata” dalla crisi. Ottimismo dunque, necessario per guardare oltre i pessimi risultati dell’ultimo anno fiscale, quello 2009/2010, chiuso il 31 marzo con una crescita di appena il 6,7%, registrando il dato più basso degli ultimi sei anni, e ben lontano dal 9% del triennio precedente.

Se davvero, come sembra, l’India sta risalendo la china in anticipo rispetto alle altre grandi economie mondiali (reduci di un primo trimestre nero), il merito non va di certo alle esportazioni, ma alla domanda interna, che si conferma il principale motore dell’economia nazionale. Ciò accade anche in un momento di difficoltà, con la repentina crescita del tasso di disoccupazione e il calo degli investimenti in generale. L’India a quanto pare subisce meno la crisi ‘globale’, in quanto meno dipendente dalla domanda esterna e quindi dalle esportazioni, che incidono  per il 15% sul Pil, meno che la metà di quanto accade per le altre 2 grandi economie asiatiche: Cina e Giappone.

Le buone notizie di questi giorni aiutano non poco il nuovo governo guidato dal Congresso e dall’United Progressive Alliance. Come ribadito più volte, il rilancio dell’economia e il superamento della crisi (con tutte le implicazioni del caso), sono delle priorità per il premier Manmohan Singh e i suoi, pronti ad affrontare quello che si preannuncia come il mandato più critico dall’indipendenza dell’India ad oggi. Se il buon giorno si vede dal mattino…

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