Kolkata 25 Novembre 201. Buongiorno a tutti, finalmente dopo due giorni di tentativi, sono riuscito a caricare la pagina  di inserimento degli articoli in Indika. Vi scrivo dalla splendida Kolkata, al secolo Calcutta, citta’ che si auto-dichiara abitata da 14 milioni di persone, ma che a parer mio ne conta qualcuna in piu’ viste le folle onnipresenti ad ogni dove. Posso dire che quesa citta’ e’ finita di prepotenza ai vertici della mia classifica personale, al pari di Delhi. Non e’ una citta’ facile, ma dopo il giusto rodaggio si trasforma in un luogo incredibile, piuttosto pacifico, fruibile a piedi senza troppi intralci (leggasi fotografie di gruppo, inviti nei negozi, richieste di sorta). In questi tre giorni ho avuto modo di vedere i luoghi chiave della citta’, a partire dai centri di assistenza messi in piedi dalla mitica Madre Teresa. Per quanto cristiana e straniera in una citta’ indiana di sinistra a maggiornanza hindu, Madre Teresa e’ riuscita a guadagnarsi la stima e il rispetto di tutti qui in citta’, tanto da essere ricordata come una delle ‘anime’ di Kolkata e dell’India, al pari di pilastri incrollabili quali Nehru e Gandhi. Sono stato nella sua abitazione, dove oggi sorge una tomba in marmo bianco, che come la beata albanese si presenta estremamente semplice. Dopo una giusta pausa nel museo, ho visto il Shesh Bhavan dove trovano rifugio e assistenza molti bambini poveri, affetti da handicap, abbandonati oppure orfani. Qui ho incontrato diversi volontari europei, giunti da Germania, Francia, Inghilterra e Italia per affiancare le Sorelle nella cura dei piccoli ospiti. Uno di questi volontari, una signora tedesca della provincia di Monaco, mi ha suggerito di andare fuori citta’, a Titargarh per vedere il lebbrosario fondato da Madre Teresa. Il viaggio e’ stato lungo, ma in questa porzione di terreno occupata (e poi ricevuta in dono) alle ferrovie indiane si svolge veramente qualcosa di unico. Centinaia di lebbrosi vivono assieme, in comunita’, dedicandosi ai lavori di tessitura, filatura, sartoria per realizzare i loro abiti dall’inizio alla fine, curano poi gli orti, allevano animali in una fattoria, pesci, poi costruiscono le protesi con cui rimediare alle storpiature provocate dalla malattia. C’e’ un cenro di assistenza sanitaria anche per i numerosissimi pazienti occasionali. Un luogo incredibile, di cui confido presto di poter scrivere in modo piu’ approfondito.

Ieri sono stato a Kumartuli, dove vengono realizzate le statue delle divinita’ usate durante le feste religiose. Mi sono infilato in bazar incredibilmente affollati, sono poi stato sotto al ponte Howrah, costruito dagli inglesi verso la fine del Raj. Qui sorge il magnifico mercato dei fiori, intricatissimo, variopinto, profumato come pochi. Dalla parte opposta del ponte, oltre il fiume Hogly, sono entrato nella stazione ferroviaria di Howrah, dove circolano ogni giorno un milione di persone. Nel tardo pomeriggio e’ stato il momento del Victoria Memorial all’interno degli immensi giardini Maidan.

Che dire ancora, questa citta’ merita un * di nota. Qualora capitaste da queste parti, una visita di qualche giorno e’ d’obbligo.

Tra poche ore partiro’ per Ranchi in Jharkhand, dove visitero’ le aree tribali della zona. Spero di trovare un altro computer per aggiornarvi sugli sviluppi.

A tutti voi Namaste dall’India.

One Response to "Kolkata, aggiornamento in ‘corsa’ dalla perla del West Bengal"

  1. Riccardo  25 novembre 2010

    Grazie.
    Un inchino profondo.

    Namaste’

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