New Delhi, 15 Ottobre 2010. Sono tre i membri del comitato di mediazione creato dal governo indiano per ridimensionare le tensioni nel Kashmir indiano. I prescelti sono il giornalista Dilip Padgaonkar, il burocrate MM Ansari e l’accademica Radha Kumar. La nomina è stata annunciata da Chidambaram, ministro dell’Interno, sicuro che il trio neoeletto sia in grado di ripristinare qualcosa di simile all’ordine nella valle di Srinagar, dove da gennaio ad oggi le violenze sono cresciute in modo inesorabile, spesso a causa delle Forze di Sicurezza indiane. A tale proposito, come più volte segnalato nel nostro blog, è utile ricordare che le truppe schierate da New Delhi in Kashmir (giunte anche a 500 mila uomini nei periodi di maggiore tensione), siano dotate di una sorta di immunità che permette loro di commettere qualsiasi azione o crimine, senza subire alcuna conseguenza. Non è un caso se il 2010 è stato definito dai media indiani “l’anno dell’uccisione dei teenager”, a causa del numero di ragazzi giovanissimi ammazzati durante le manifestazioni per la liberazione del Kashmir. Sempre nel 2010, per la prima volta nella storia le Forze di Sicurezza hanno ucciso più civili che militanti.

Come c’èra da aspettarsi, i gruppi separatisti kashmiri hanno giudicato la nomina del comitato come “uno scherzo”. Delusione è stata espressa dal leader dei separatisti Syed Ali Shah Geelani: decisione “senza senso”! Sulla stessa linea il parere di Mirwaiz Umar Farooq, guida della All Party Hurryiat Conference (APHC): “ci aspettavamo un comitato politico che includesse membri dell’opposizione così come dei partiti al governo. Questo comitato avrebbe dialogato con i leader pakistani e con quelli kashmiri”.

In realtà, ancora una volta New Delhi disattende le aspettative di tutti in merito al Kashmir, rifiutandosi di riconoscere interamente il problema. Il governo indiano non ha alcuna intenzione di perdere il controllo sullo stato situato al confine con il Pakistan, ignorando qualsiasi richiesta da parte dei gruppi separatisti. Ciò significa che il trio di mediazione non potrà far altro che vendere un pò di fumo, far prendere un pò di tempo al governo, prima che le violenze tornino ad impadronirsi della valle, e nuovi giovani perdano la vita.

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