Venezia, 2 luglio 2009. Sembrava questo giorno non dovesse più arrivare, ma ora sono qui, a “postare al volo” qualche Srinagar, Dal Lakeriga di saluto, prima di imbarcarmi sul ‘volo’ per l’India. Ebbene, sbarcherò tra qualche ora a New Delhi e un paio di giorni più tardi giungerò a Shrinagar, capitale estiva del Kashmir. Sono anni che attendo di visitare questo staordinario territorio, situato al confine tra India, Pakistan,  Afghanistan e Cina.

Come molti di voi sapranno, il territorio di Jammu e Kashmir è teatro di un’accesa e apparentemente irrisolvible contesa che dal 1948 vede confrontarsi India e Pakistan, già reduci da tre guerre per il controllo dell’area. New Delhi è pronta a rivendicare il diritto di sovranità sul distretto per via dell’annessione sottoscritta a pochi mesi dall’indipendenza dal principe Hanri Singh, Islamabad è invece schierata dalla parte del diritto di autodeterminazione degli abitanti (così come suggerito dalle Risoluzioni Onu sul Kashmir), i quali, essendo a maggioranza islamica, è plausibile credere sceglierebbero di far parte del Pakistan, anche se sono molte le spinte pro indipendenza.

Tuttavia, non sono le dinamiche storiche e politiche ad avermi attirato in questo straordinario territorio, un tempo noto come “il Paradiso dell’Himalaya”, ma la voglia di conoscere una terra ricca di storia, da secoli punto di incontro tra l’India e il Medio Oriente, così come ribadito dalle innumerevoli testimonianze storico/artistiche presenti a Shrinagar e dintorni. Non si tratta di un distretto facile, per via delle continue tensioni tra gli abitanti e le Forze di Sicurezza pakistane, così come riportato nei nostri post dei giorni scorsi. Il caso ha voluto che proprio in questi giorni, le autorità militari di New Delhi abbiano imposto il coprifuoco in alcune città del Kashmir Nord Occidentale, mentre nella capitale sono in corso scioperi generali, che minacciano di prolungarsi anche durante la mia permanenza, ma la tensione, almeno a Shrinagar,  sembra sotto il livello di allerta.

Comunque sia, ho previsto di trascorrere alcuni giorni a Shrinagar, per poi dirigermi a sud via terra fino a Jammu (la capitale estiva), e ancor più giù, arrivando ad Amristar, la capitale dei Sikh, e a Chandigarh in Punjab, per poi fare rientro a New Delhi. Diversamente da quanto accaduto nel corso dei miei ultimi viaggi, prometto di farmi vivo con qualche aggiornamento ‘in corsa’, accessi internet permettendo, scritto direttamente dal posto. Altra grande novità di quest’anno, la presenza di un gradito ospite alla sua ‘prima’ India. Si tratta di Maurizio, mio fratello, nonchè responsabile tecnico e mente grafica di Indika.it (in poche parole senza di lui starei ancora a scrivere lettere su carta), che mi affiancherà fino a Shrinagar, per poi puntare a Leh, in Ladakh, via Kargil, realizzando uno dei percorsi ad anello via terra più suggestivi e mozzafiato (anche per via della quota a cui si svolge) dell’Himalaya. L’invito è aperto per lui, a condividere qualche impressione del suo viaggio, magari commentando di tanto in tanto questo post, e ovviamente pubblicando una galleria fotografica a rientro avvenuto.

A presto a tutti… magari fateci sentire che ci siete!

7 Responses to "Kashmir, si parte!"

  1. olga  6 luglio 2009

    ciao ragazzi,
    è veramente bello (e rassicurante!) vedere i vostri post in diretta e scoprire che mi sono accalappiata una star di Boollywood! Sono contenta che stiate vivendo quest’avventura insieme e sono sicura che “you will rock India”!
    Un bacione a tutti e due,
    Olga

  2. Maurizio Confortin  4 luglio 2009

    …per fortuna che si e` raccomandato con me di essere conciso nel mio commento!!!

  3. Emanuele  4 luglio 2009

    Ciao a tutti, e grazie mille per i gentili incoraggiamenti, anche a chi li ha mandati direttamente via email. Scrivo da una postazione internet nel cuore di Main Bazar, a Paharganj in New Delhi. Maurizio credo stia facendo lo stesso dalla postazione qui di fronte… scorso la tua testa svettare tra i box in legno con cui rivestono gli schermi. Forse queste strutture servono per racchiudere i criceti che alimentano i pc, tanto sono lenti. Comunque anche questa e’ India e a noi piace cosi’, o sbaglio? La capitale e’ come al solito una bolgia. Ieri ci siamo concentrati su alcuni luoghi interessanti nella parte sud della citta’ (Qtub Minar, parlamento, ghate of India, Humayun Tomb, Lotus Mandir ecc), dove non avevo mai messo piede. Da quelle parti si sente meno il peso antropico della Old Delhi, per cui tutto sembrava una sorta di caricatura di quanto ricordavo, non fosse per qualche spettacolare ingorgo nel traffico che mi ha fatto presto tornare alla realta’. A cena ci siamo tuffati in un ristorante davvero affascinante, il Veda a Connaught Place. Un salone lungo, con l’alto soffitto a volta intarsiato di specchi a mosaico, grandi cornici con altri specchi alle pareti, candelabri in dischi di pietra dura sospesi in aria, e tavolini intarsiati stile Taj Mahal illuminati dalla fiamma delle candle. Abbiamo scelto il menu degustazione, ovvero una lunga serie di piatanze in cui hanno proposto specialita’ dell’India, a partire dai preparati a base di montone, in chiaro stile Moghul, al pesce aromatizzato alle erbe.
    La notte e’ trascorsa rapida e indolore, ma alle 6 e mezza stavo gia’ sorseggiando il primo chai (the al latte) in camera, con un pesante libro sul Kashmir aperto sopra il letto. Sto cercando di portarmi avanti con le letture e con lo studio, per prendere consapevolezza del luogo cui sto puntando. Comunque sia, alle 8 e 45 ho tirato giu’ dal letto il mio compagno di viaggio. Destinazione Jama Masjid, la mitica moschea di Delhi, bella, fiera e imponente come sempre. Al rientro prometto di pubblicare un set di immagini su questo straordinario luogo di culto, magari affiancato da un’analisi storico/artistica di Monica. Poi ci siamo infilati nel cuore del bazar che si perde nei vicoli della citta’ a partire dalla scalinata della moschea. Qui ho rivisto e ripreso ad amare la frenesia, o se vogliamo il delirio di Delhi. Che scene, ogni volta le stesse ma sempre tutte diverse, neanche ad essere in un film. Ogni tanto, guardanto in faccia maurizio mi sono reso conto di quanto fosse stralunato, giustamente aggiungerei. La prima volta in India evitai qualsiasi luogo ‘impegnativo’, tanto ero intimorito… da dire pure che avevo 20 anni sic. Beh, non sto qui a raccontare tutta la gioranta, altrimenti devono dare il cambio ai criceti, ma voglio concludere informandovi che mio fratello va a genio agli indiani giovani, quelli alla ricerca di modelli da seguire! Lui dice che il merito va agli occhiali da sole, ma per me la motivazione e’ piu’ profonda. Non chiedetemi come, ma Lui in un certo senso incarna il divo di Boollywood per eccellenza, per cui si e’ dovuto prestare come amicone in piu’ foto con ragazzini che gli ronzavano attorno. Lo terro’ d’occhio, cercando di carpire il segreto del suo magnetismo, invitando gli antropologi che leggono a fare uno studio in merito.
    Ciao a atutti e scusate se non ho curato molto la forma… sono stanco e voglio lavarmi!

    Emanuele

  4. Maurizio Confortin  4 luglio 2009

    Accetto con piacere l`invito a scrive due righe su Indika. Ieri e` stato il mio primo giorno a Delhi. Di India ho sentito tanto parlare nei racconti di Emanuele e Monica, nelle informazioni raccolte nel sito, nei libri, ma vedere di persona anche una piccola frazione di quello che si puo` trovare qui, suscita sensazioni forti e contrastanti.
    L`estrema curiosita e voglia di vedere di persona questo cocktail di persone, odori, suoni, bellezze artistiche ed architettoniche, a volte e` accompagnato da senso di disagio o di sconforto, ma penso sia naturale per i novellini dell`India come me. Non e` facile ambientarsi, digerire le scene di poverta` che continuamente si propongono davanti a noi, e destreggiarsi attraverso gli assalti di curiosi e mercanti, sopportare il clima umido e caldo, e sopravvivere in una camera in cui lo standard igienico non e` certo quello a cui ero abituato!
    Nonostante cio` stamattina non vedevo l`ora di tuffarmi nuovamente nella bolgia e farmi drogare dall`overdose di stimoli che investe tutti i sensi.
    Un saluto a tutti.
    Namaste

  5. Monica  3 luglio 2009

    Cari Emanuele e Maurizio,
    buon viaggio di cuore ! Conosco le aspettative di ciascuno nei confronti di questa “avventura” che vi vede per la prima volta condividere l’India. Che possa essere una straordinaria e ricca esperienza per entrambi, da riempirvi lo spirito di entusiasmo e di “infantile” curiosità!

    Monica

  6. Lisa Ongarato  3 luglio 2009

    Buon viaggio Lele! Mi raccomando… be careful and take care of you.
    A presto!
    Lisa

  7. Alessandro Civiero  2 luglio 2009

    Buon viaggio Emanuele a te e alla tua “compagnia dell’anello” himalayano!
    Aspetto notizie ed aggiornamenti e vi prego di prestare la massima attenzione in quelle zone.

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