Srinagar, 26 aprile 2009. Rischiano di intensificarsi gli scontri armati che negli ultimi giorni hanno provocato

Kashmir, foto tratta da Express India
Kashmir, foto tratta da Express India

25 vittime nel distretto di Kupwar (Kashmir indiano), a ridosso della Liena di Controllo (LoC). E’ quanto emerge dalle dichiarazioni dei militanti del Laskar-e-Taiba, il gruppo terroristico pachistano ritenuto responsabile degli attentati di Mumbai, che da sabato stanno dando del filo da torcere all’esercito di New Delhi. “La battaglia di questi giorni serve per ricordare all’India che la lotta per la libertà del Kashmir continua con pieno vigore”, ha commentato Abdullah Ghaznavi, portavoce del LeT, dichiarando anche di aver incitando i combattenti ad unirsi alla battaglia. “Il Lashkar-e-Taiba continuerà a tributare sacrifici… e nei prossimi giorni metterà a dura prova gli schieramenti indiani” ha aggiunto Ghaznavi.

Sebbene il conto delle vittime sia provvisorio, stando alle stime ufficiali fatte circolare dalle autorità indiane sarebbero 8 i soldati indiani uccisi, mentre le vittime tra i guerriglieri pachistani ammontano a 17. Diversa la versione di Ghaznavi, secondo il quale i caduti tra le fila dell’esercito indiano sono almeno 25, contro 10 guerriglieri uccisi.

L’offensiva armata dei guerriglieri è iniziata sabato scorso, con un agguato ad una pattuglia militare che svolgeva dei controlli di routing in prossimità della LoC, la linea di demarcazione che divite, o dovrebbe dividere le porzioni di Kashmir controllate dalle potenze nucleari India e Pakistan. Si tratta di un’area montuosa di grande importanza strategica (situata all’initersezione tra India, Pakistan e Cina), nel passato considerata una meta turistica di grande prestigio, ma da decenni funestata da un conflitto  apparentemente insanabile per il suo controllo. Non è un caso se in questo territorio si sono disputati 2 dei 3 conflitti tra India e Pakistan.

L’offensiva di questi giorni in Kupwar non va letta solo nell’ottica della questione Kashmir, ma va a toccare il delicato tema della sicurezza nazionale e del terrorismo. Il LeT infatti, è il gruppo terroristico ritenuto responsabile dei terribili attentati di Mumbai avvenuti a fine novembre 2008, e costati la vita a 167 persone. Sconfiggere il LeT dunque, rappresenta per New Delhi una priorità nella lotta al terrorismo, i cui effetti avrebbero ripercussioni alle urne in occasioni delle elezioni generali che si svolgeranno tra il 16 aprile e il 16 maggio. “La battaglia è finita e la caccia ai militanti prosegue nella foresta”, ha dichiarato ieri il luogotenente colonnello dell’esercito indiano J.S. Brar.

L’insurrezione armata del LeT per la liberazione del Kashmir ha avuto inizio nel 1989, e fino ad oggi le vittime sono state migliaia. Secondo le fonti governative indiane, le violenze nello stato conteso sono diminuite progressivamente a partire dal 2004, quando ha avuto inizio un lento dialogo di pace tra Islamabad e New Delhi, interrotto in seguito ai fatti di Mumbai, a causa dei sospetti di collaborazione dei servizi segreti pachistani (ISI) con il LeT nella pianificazione degli attentati.

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