03 Febbraio 2009, Ranchi. Le forze di sicurezza indiane distribuiscono telefoni cellulari gratuiti nei villaggi, per ottenere informazioni tempestive sulle azioni dei ribelli Maoisti Naxaliti. E’ l’ultima trovata del governo Indiano, ormai palesemente in difficoltà in molte aree rurali dell’India Meridionale, Centrae e Nord Orientale, dove dilaga l’insurrezione di gruppi indipendentisti. Si tratta commando di guerriglieri, appartenenti al Liberation Guerrilla Army, legate al Comunist Party of India-Maoist, partito di estrema sinistra considerato fuorilegge da New Delhi, sebbene goda di un forte seguito soprattutto tra i contadini poveri e i lavoratori sottoposti a pesanti sfruttamenti. Gli stessi cui sembra sia stata rivolta l’iniziativa delle autorità indiane, che sperano in questo modo di ricevere ‘soffiate’ telefoniche, rigorosamente anonime, dalle stesse persone per le quali si presume combattano i maoisti-naxaliti. La fase sperimentale coinvolgerà 220 capivillaggio nello stato di Jharkhand, area caratterizzata da un esteso altopiano e politicamente instabile, confinante con il Bengala Occidentale ad Est, a nord con il Bihar, con l’Orissa a sud e ad ovest con gli stati del Chhattisgarh e dell’Uttar Pradesh. Assieme ai telefonini, gli informatori sono stati muniti di una lista con i contatti dei poliziotti cui rivolgersi. “Lo scopo è quello di rafforzare la nostra rete di informatori nelle aree remote e nei villaggi – ha spiegato a Reuters India Sudhir Kumar, capo del presidio poliziesco dell’area di Singhbhum -, e stiamo avendo buoni risultati”. Lo dimostrerebbe l’immediata reazione dei guerriglieri, i quali domenica notte hanno fatto saltare in aria una torre di trasmissione della Airtel, il principale gestore indiano di telefonia, situata nel villaggio di Garo, distretto di Chandra a 150 chilometri da Ranchi, capitale del Jharkhand. Stando ai dati diffusi, i guastatori sarebbero stati almeno 50, e secondo le autorità si tratterebbe di “ribelli appartenenti al CPI-Maoist”. I due addetti al controllo delle trasmissioni sarebbero riusciti a fuggire in tempo, prima che i guerriglieri attivassero i detonatori. Non si tratta comunque del primo episodio del genere, ma quella di Garo è la 13esima torre fatta saltare in aria negli ultimi 3 anni, allo scopo di ostacolare le comunicazioni dei poliziotti nelle aree rurali più remote, dove trovano rifugio i Maoisti-Naxaliti.

Mappa delle aree interessate dalla presenza dei ribelli, fonte
Mappa delle aree interessate dalla presenza dei ribelli, fonte SATP

Lo stesso servizio di avviso telefonico, chiamato “Target Message Service (TMS)”, è stato introdotto oggi anche nell’area di Anantapur, nello stato costiero dell’Andra Pradesh (India Mridionale), confinante con l’Orissa, il Maharashtra e Chhattisgarh a nord, a ovest con il Karnataka e a sud con il Tamil Nadu. E’ reso noto dal quotidiano The Hindu, dove sono riportate le ‘istruzioni per l’uso’ distribuite dalla polizia: “la presenza di obbiettivi Maoisti deve essere comunicata via messaggio alla polizia, non appena si riesca ad ottenere qualsivoglia informazione che li riguardi” ha spiegato il sovrintendente del locale comando di polizia R.S. Praveen Kumar.

I ribelli Maoisti-Naxaliti sono attivi da 40 anni, in almeno 22 dei 29 stati delle aree più povere dell’India orientale. Sebbene i gruppi più attivi e diffusi siano quelli legati al CPI-Maoist, non vanno dimenticati il People’s War Group, il Maoist Communist Center, il Communist Party of India (Marxist Leninist) Janashakti e il Tritiya Prastuti Commitee (TPC). La diffusione del fenomeno, le difficoltà di porvi rimedio e le modalità di guerriglia particolarmente cruente, hanno trasformato questi gruppi di estrema sinistra nel “principale problema di politica interna” del governo indiano, così come più volte asserito dal premier Sing. Sebbene New Delhi preferisca non trattare apertamente la questione degli indipendentisti, la gravità del fenomeno è tale da mettere a rischio la stabilità della democrazia indiana. Eloquenti le statistiche diffuse dal ministero degli Interni di New Delhi, in base alle quali, dal 2002 ad oggi la guerra ai movimenti di estrema sinistra in India ha provocato in tutto più di 4300 vittime (dal 2004 ad oggi i civili uccisi in azioni di guerriglia o in scontri con la polizia sono più di 1400).

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