Islamabad, 24 Giugno 2011. Si è concluso con un’apertura ottimistica e tanti sorrisi inutili, il faccia a faccia tra India e Pakistan, iniziato ieri ad Islamabad. Tra i principali punti in agenda, la ripresa dei colloqui di pace in vista di una risoluzione, o comunque di qualche progresso, nella disputa per il controllo del Jammu & Kashmir, stato conteso dal 1947 tra le due potenze nucleari. L’incontro tra i rispettivi sottosegretari agli Esteri, Nirupama Rao (India) e Salman Bashir (Pakistan), ha riguardato anche il delicato tema della sicurezza interna, il che implica la questione terrorismo, nonché controllo delle infiltrazioni di miliziani e presunti tali lungo la LoC (Line of Contro, il confine Indo-Pakistano). Nel corso della due giorni, la Rao ha avuto un incontro anche con il il Ministro per gli Affari Esteri Hina Rabbani Khar, per discutere delle rispettive strategie nucleari, inclusi gli arsenali, con l’interscambio delle mappe con le localizzazioni delle basi in cui si trovano, o troverebbero reattori e tecnologie derivanti.

In ogni caso, dal quotidiano pakistano Dawn, è emersa la palese difficoltà sofferta da entrambe le parti durante il confronto, dovuta agli esigui spazi di manovra concessi dai rispettivi governi. Sarebbe a dire che i paletti e i ‘punti fermi’ dai quali non si prescinde, sia per New Delhi che Islamabad, hanno inevitabilmente irrigidito la trattativa, trasformandola in uno show di sostantivi e strette di mano buoni per foto e tv, ma privi di sostanza. Poco importa se al termine degli incontri, entrambi i delegati hanno espresso ottimismo, in ogni caso il Kashmir continua a rimanere il Nodo dell’Asia Meridionale.

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