New Delhi promette di intensificare gli sforzi per livellare il grave divario numerico tra uomini e donne. Lo ha promesso il premier Manmohan Singh nel discorso di apertura dell’assemblea nazionale di “Save the Girl Child”, svolta a fine aprile. Sebbene l’immagine dell’India sia inevitabilmente legata alla spiritualità, all’ascetismo e alla nonviolenza di Gandhiana memoria, tra gli infiniti paradossi che ne caratterizzano il tessuto sociale a tutti i livelli, c’è anche il crescente gap nel numero di nascite dei maschi rispetto alle donne, in buona parte causato dagli aborti e addirittura dall’uccisione delle bambine neonate, considerate una vera e propria sciagura. Sbagliato pensare a fenomeni arcaici, magari radicati nelle aree rurali più povere. Stando alle statistiche presentate di recente, il problema si starebbe intensificando soprattutto al nord, nelle aree più ricche come Punjab (798 femmine per 1000 maschi), Haryana (819 su 1000), Delhi (868 su 1000) e Gujarat (883 su 1000). Colpa di progresso e danaro, da leggersi come accesso facilitato ad ecografie e operazioni, da tempo vietate per legge, ma facilmente accessibili in clandestinità, soprattutto per i membri della classe media e della piccola borghesia. Per fronteggiare questo grave fenomeno sociale, il Governo indiano ha attuato da tempo alcune strategie, come la creazione nell’area di Delhi di un fondo di 500 rupie destinato a ciascuna bambina una volta raggiunta la maggiore età. Di più si è fatto in Punjab, dove lo Stato ogni anno destina 5000 euro al villaggio agricolo con la maggiore percentuale di bambine neonate. Va considerato, infatti, che il peso di una figlia in casa è notevole, soprattutto quando le deve essere ‘trovato’ un marito tramite il matrimonio combinato, che prevede il pagamento di una pesante dote, la quale in alcuni casi può indebitare la famiglia per generazioni, creando anche fenomeni di schiavitù e soggiogamento sociale. Comunque sia, gli scarsi risultati ottenuti da questi progetti, hanno dimostrato come non sia solo questione di soldi, ma si tratti soprattutto degli effetti di una società patriarcale piena di pregiudizi verso le donne. Ecco che le nuove iniziative volute da New Delhi, dovrebbero andare a creare delle apposite commissioni, diramate in profondità nel Paese, fino alle Panchayat (strutture governative del villaggio) e alle autorità religiose, in modo da risanare la cultura degli indiani alla radice.

Articolo pubblicato su CA (www.corriereasia.com).

2 Responses to "India: allarme per il crescente divario numerico tra uomini e donne"

  1. Emanuele  30 maggio 2008

    Ciao Federica,

    il problema del divario crescente nelle nascite tra bambini e bambine in India è un problema noto da parecchi anni. Ne parlano sporadicamente un pò tutte le ong internazionali, media e lo stesso Governo indiano. La fonte cui ho fatto riferimento come ‘gancio’ è stata una dichiarazione del premier Singh, il quale pochi giorni prima della pubbicazione dell’articolo aveva annunciato nuove iniziative per risolvere il problema. Da questa dichiarazione, sono poi partito alla ricerca di maggiori dati spulciando i principali quotidiani indiani (Times of India, Hindustan Times.. trovi i link su Indika.it), i siti di qualche associazione umanitaria, inoltre ho trovato qualcosa sulla stampa italiana ma non ricordo esattamente dove.
    Tuttavia, almeno per quanto riguarda l’India, in genere faccio riferimento anche agli studi che ho fatto (lingue e civiltà orientali a Venezia, ramo indianistica) e in buona parte a quanto osservato direttamente sul posto.
    Temo che il sito del censo d’India sia una bolgia infernale (personalmente non l’ho mai visto), soprattutto considerando la lentezza della burocrazia indiana.

    Spero di esserti stato utile.

  2. Federica  29 maggio 2008

    Scusami,ma posso sapere dove prendi le tue informazioni?Io se parlo di tassi di nascita vado a cercare il sito del censo d’India….tu?perchè sinceramente io so che non c’è un crescente divario nelle nascite tra i due sessi….o sbaglio?

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