Roma, 1 Settembre 2009. Malana è un villaggio posato, a oltre 3000 metri di quota, su un altopiano alle pendici Malanadell’Himalaya, nella regione indiana dell’Hichmal Pradesh. I suoi abitanti hanno tratti somatici che ricordano quelli europei – pelle ed occhi chiari, capelli biondi – radicalmente differenti da quelli dei popoli vicini. Inoltre, hanno una lingua ed una religione diverse dalle altre parlate in quell’area ed un sistema politico democratico che potrebbe fare della loro repubblica la più antica del mondo.

Vissuta per secoli completamente isolata, secondo alcuni studiosi questa tribù potrebbe essere ciò che resta delle armate di Alessandro il Grande che, nel 326 A.C., narra lo storico greco Plutarco, sconfissero nella battaglia del fiume Idaspe (oggi Beas) il Re punjabi Poro. Fu l’ultima impresa del Macedone che, poco dopo, a causa di una ribellione, dovette rinunciare al suo progetto di raggiungere il Gange e tornò sui suoi passi per morire, tre anni dopo, a Babilonia. La valle di Kullu, dove è situato Malana, è nei pressi di quel campo di battaglia e la leggenda vuole che i suoi abitanti siano i discendenti degli ufficiali greci e macedoni ribelli che si rifiutarono di proseguire nella corsa alla conquista del mondo allora conosciuto, decidendo di fermarsi e di stabilirsi lì.

Una storia, quella della spedizione di Alessandro dal Nilo all’Indo e delle tracce, vere o presunte tali, che avrebbe lasciato lungo il suo cammino, che ha ispirato, oltre questa, anche numerose altre leggende. Persino un romanzo di Rudjard Kipling, “L’uomo che volle farsi re” (da cui fu tratto un film interpretata da Sean Connery e Michael Caine), che narra di una tribù afghana che aspetta da secoli un discendente del condottiero macedone che la guidi, prende spunto dalla saga di questo grande conquistatore.

Oggi, dopo la la costruzione di una diga e di una strada in terra battuta, sarà più facile per gli studiosi raggiungere i ‘malani’ per scoprire la loro vera storia. Secondo P. K. Vaid, antropologo dell”Institute for Integrated Hymalayan Studies dell’Università del Hichmal Pradesh, si potrà finalmente verificare, attraverso il Dna, se il sangue che scorre nelle loro vene sia macedone o comunque di popolazioni dell’Egeo. ”Le loro fattezze sono europee – sottolinea Vaid – e anche il oro sitema politico potrebbe avere iorigini greche. È unico”. Per fare luce su questo mistero antropologico tra mito e leggenda è già pronta una spedizione dell’Iihs in collaborazione con un gruppo di ricerca svedese.

I ‘malani’, che hanno un’antica tradizione di autonomia di governo – eleggono un parlamento, un presidente ed un primo ministro – storicamente sempre rispettata dalle autorità indiane, possiedono un sistema sociale estremamente chiuso che prevede il matrimonio solo tra membri della comunità. Inoltre, sono tradizionalmente diffidenti nei confronti degli stranieri, considerati intoccabili: in caso di contatto, anche accidentale, di un forestiero con oggetti o persone del luogo, si paga una sorta di multa che servirà a coprire il costo di un agnello per un sacrificio purificatore. Questo prolungato autoisolamento in cui sono vissuti forse per millenii dovrebbe favorire confronto del loro patrimonio genetico e chiarire le oro origini

La ricerca suscita però anche qualche scetticismo. In primo luogo proprio dei ‘malani’ che vogliono conservare la propria distanza dal mondo e rifiutano persino l’ipotesi di avere origini meno che autoctone. Poi di una parte del mondo scientifico, in base ai risultati di studi precedenti che hanno evidenziato come, a Malana, la lingua sia una sorta di patchwork di dialetti himalayani, la religione un sincretismo di tradizioni sciamaniche locali e le presunte fattezze europee potrebbero risalire al popolo ariano (anche questo quasi una leggenda) che proprio dalla vicina valle dell’Indo si sarebbe espanso fino a colonizzare l’Europa.

Quindi, non ci resta che attendere i risultati della spedizione per avere una risposta sui fondatori di Malana. È però certo che, con la costruzione della strada, questa tribù isolata, fino a qualche tempo fa famosa soprattutto per la pregiata qualità di hashisch che produce, la cosiddetta ”Malana Cream”, rischia di venir cancellata, insieme alla sua storia e alle sue tradizioni, dai contatti sempre più frequenti con la civiltà.

One Response to "India, alla ricerca dei discendenti di Alessandro Magno. Tratto da IGN-ADNKRONOS"

  1. giuseppe  3 novembre 2011

    grande storia quella che descrivete

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