Dacca, 26 Novembre 2012. Sono almeno 111 le vittime accertate nello spaventoso incendio che sabato notte ha distrutto l’ennesima industria tessile a Dacca, capitale del Bangladesh. All’origine della tragedia sembra esserci il cattivo funzionamento dell’impianto elettrico, il quale avrebbe appiccato il fuco che in breve si è esteso a tutto il pian terreno, costringendo gli operai a fuggire al piano superiore finendo così in trappola. Le autorità locali sostengono che gran parte delle vittime siano morte cadendo dalle finestre, forse nel tentativo di calarsi all’esterno. La violenza delle fiamme è stata tale da richiedere oltre 5 ore ai vigili del fuoco prima di avere la meglio sull’incendio, scoppiato nel cuore della zona industriale di Ashulia. Dal 2006 ad oggi sono 600 le persone morte in Bangladesh a causa di roghi dovuti alle scarse condizioni di sicurezza nelle fabbriche (fonte Aljazeera), e si stima che gran parte dei 4.500 presidi produttivi del Paese siano fuori norma. Buona parte di queste aziende, spesso di piccole e medie dimensioni, producono capi di abbigliamento per conto di noti marchi internazionali, rivenduti in Occidente a prezzi centinaia di volte superiori al costo reale. Nonostante gli enormi margini, solo di rado le case di moda si preoccupano di vigilare sul rispetto delle direttive in materia di sicurezza sul lavoro in paesi come il Bangladesh, divenendo spesso responsabili indiretti di incidenti come quello di sabato scorso.  La neccessità di mantenere prezzi bassissimi e l’iper-competitività interna, spesso forzano i manager del comparto tessile a tagliare su ammodernamenti e sicurezza. Altrettanto colpevole il governo di Dacca, il quale non fa abbastanza per costringere i responsabili delle aziende a rispettare gli standard di legge, probabilmente temendo che investimenti in tal senso possano compromettere la competitività del tessile Made in Bangladesh, che da solo vale l’80% dell’export nazionale, pari a 24 miliardi di dollari annui. Nelle stesse ore del rogo di Dacca, più a sud, nei pressi di Chittagong un edificio ad uso industriale in costruzione è crollato per cause ancora ignote, provocando 13 vittime accertate, ma il numero dei dispersi fa temere per un bilancio più grave.

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